Categoria: Divulgazione

Che Sole che fa – Febbraio 2026

SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…

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Che Sole che fa – Gennaio 2026

SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…

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CORSO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO IN ASTRONOMIA E ASTROFISICA

Locandina Corso formazione docenti VII Edizione

L’INAF –Osservatorio Astrofisico di Torino ed il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Torino, con il Patrocinio del Politecnico di Torino, anche per quest’Anno Accademico propongono un Corso di “Formazione e Aggiornamento in Astronomia e Astrofisica”, principalmente rivolto ai Docenti delle scuole secondarie e primarie di tutta Italia, ma anche aperto ad altre figure professionali e/o …

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Che Sole che fa – Dicembre 2025

SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…

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Una doppietta di biofirme su K2-18b

Si chiamano dimetil solfuro e dimetil disolfuro. Sono due molecole organiche, nonché potenziali biofirme. Un team di scienziati guidati dall’Università di Cambridge le ha individuate, in quantità molto superiori a quelle presenti sulla Terra, nell’atmosfera dell’esopianeta K2-18b. Sebbene si tratti di promettenti impronte di processi biologici al di fuori del Sistema solare, gli scienziati sono …

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T Corona Borealis, esplosione imminente

T Coronae Borealis, una delle nove ricorrenti più luminose del cielo, potrebbe tornare a brillare entro la fine del 2025, a 80 anni dalla sua ultima esplosione. Secondo un recente studio, la nana bianca del sistema binario si sta avvicinando a una nuova esplosione, che potrebbe evolvere in una supernova di tipo Ia. Tra gli …

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Titano, una luna in fermento?

Un nuovo studio guidato dall’Università dell’Arizona suggerisce che l’oceano sotterraneo di Titano potrebbe sostenere la vita microbica grazie alla fermentazione della glicina. La biomassa presente sarebbe tuttavia estremamente ridotta: meno di una cellula per chilogrammo d’acqua. Tutti i dettagli su The Planetary Science Journal  Giuseppe Fiasconaro Titano – la più grande delle 274 lune di …

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Che Sole che fa – Marzo 2025

SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…

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L’asteroide 2024 YR4 non fa più paura

Orbita dell’asteroide 2024 YR24, qui evidenziata in rosso, mentre si avvicina a quella della Terra il 22 dicembre 2032. Grazie ai dati più recenti, tra cui quelli del Very Large Telescope dell’Eso, le ultime stime sulla possibilità di impatto sono minime. Le dimensioni dei pianeti non sono in scala: sono state aumentate per motivi di visibilità. Crediti: Esa

Le ultime osservazioni di 2024 YR4 – tra le quali quelle compiute con il Very Large Telescope dell’ESO, dal Cile, oggi minacciato dal progetto di costruzione di un grande impianto industriale e dal conseguente inquinamento luminoso – hanno consentito di ridurre l’errore sul calcolo dell’orbita dell’asteroide, fino ad abbassare allo 0,001 per cento la stima …

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Nuovi scenari per deviare gli asteroidi

This series of images, taken with the MUSE instrument on ESO’s Very Large Telescope, shows the evolution of the cloud of debris that was ejected when NASA’s DART spacecraft collided with the asteroid Dimorphos. The first image was taken on 26 September 2022, just before the impact, and the last one was taken almost one month later on 25 October. Over this period several structures developed: clumps, spirals, and a long tail of dust pushed away by the Sun’s radiation. The white arrow in each panel marks the direction of the Sun. Dimorphos orbits a larger asteroid called Didymos. The white horizontal bar corresponds to 500 kilometres, but the asteroids are only 1 kilometre apart, so they can’t be discerned in these images. The background streaks seen here are due to the apparent movement of the background stars during the observations while the telescope was tracking the asteroid pair.

Due articoli pubblicati la scorsa settimana su Nature Communications, guidati rispettivamente dal Politecnico di Milano e dal Georgia Institute of Technology, partendo dall’analisi del risultato della missione di difesa planetaria Dart suggeriscono che, per deviare un asteroide, più impattatori di piccole dimensioni possano essere più efficaci di un unico grande oggetto Quanto siamo pronti a …

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