Un nuovo studio guidato dall’Università dell’Arizona suggerisce che l’oceano sotterraneo di Titano potrebbe sostenere la vita microbica grazie alla fermentazione della glicina. La biomassa presente sarebbe tuttavia estremamente ridotta: meno di una cellula per chilogrammo d’acqua. Tutti i dettagli su The Planetary Science Journal Giuseppe Fiasconaro Titano – la più grande delle 274 lune di …
Tag: Università dell’Arizona
Apr 17 2025
Titano, una luna in fermento?
- Archiviato sotto Divulgazione, Esobiologia, Planetologia, Saturno, Titano, Vita su Titano
- analisi dei fattori fisico-chimici che influenzano l’abitabilità, analisi quantitativa delle biomasse, Antonin Affholder, biomassa complessiva pari a pochi chilogrammi, centomila miliardi a cento milioni di miliardi di cellule, composizione degli oceani sotterranei, condizioni geochimiche interne di Titano, da 7.5 chilogrammi a 7.5 tonnellate all’anno, dissoluzione di materia organica proveniente dal nucleo, esame delle vie metaboliche, fermentazione della glicina, Glicin, Glicina proveniente da impatti di corpi minori, glicina relativamente abbondante nei materiali primordiali del Sistema solare, glicina su Titano, meno di una cellula per chilogrammo d’acqua, metabolismo dei microbi psicrofili e barofili, metabolismo tramite fermentazione, modellazione bioenergetica, Molecole organiche complesse in oceani extraterrestri, oceani di Titano, oceano d’acqua salata dentro Titano, pozze di fusione di acqua liquida da impatto, The Planetary Science Journal, Titano, una cellula per chilogrammo d’acqua, Università dell’Arizona, Vita su Titano
Gen 11 2021
C’è la conferma: 2020 SO è un vecchio razzo
- Archiviato sotto Asteroidi, Astronautica, Atlas-Centaur, Corpi minori del Sistema solare, Launcher, NEO e meteoriti, Planetologia, Storia delle esplorazioni spaziali, Surveyor 2
Due team di astronomi hanno compiuto osservazioni spettroscopiche sull’ex asteroide near-Earth 2020 SO e hanno scoperto che la luce solare riflessa è compatibile con quella che ci si può aspettare dalla superficie metallica di un vecchio razzo che ha trascorso 54 anni nello spazio. Queste osservazioni confermano i risultati già ottenuti analizzando i residui dell’orbita …
- (15) Eunomia, 1 dicembre a circa 55mila km dalla Terra, 17 settembre 2020, 2010 KQ, 2020 SO, 2020 SO è più rosso di Eunomia, 2020 SO è un razzo Centaur invecchiato dall’esposizione spaziale, 54 anni nello spazio, acciaio inossidabile 301, ampiezza di ben 3 magnitudini, asteroide 2020 SO, Astrofili, Astronomer Telegram, Atlas-Centaur, Benjamin Weiner, Binospec, bombardamento continuo da parte dei raggi cosmici e della radiazione UV X e gamma solare, booster Centaur negli anni ’60, composizione degli asteroidi near-Earth, corpo estremamente allungato, curva di luce di 2020 SO, forza di tipo non-gravitazionale, G. D. Cassini” di Loiano dell’Inaf Oas di Bologna, Gemini North a Maunakea HW USA, Great Shefford Observatory, InfraRed Telescope Facility, lanciato dalla Nasa nel 1966, Large Binocular Telescope, LBT, Loiano, Lunar and Planetary Laboratory, MEDIA INAF, missione lunare Surveyor 2, Mmt Observatory, Multiple Mirror Telescope, NASA IRTF, orbita dell’oggetto appariva soggetta sia alla gravità solare e terrestre sia alla pressione della radiazione solare, orbita terrestre di 2020 SO fino a febbraio 2021, osservazioni spettroscopiche su luce solare riflessa, Pan-Starrs 1, passaggio al perigeo di 2020 SO, periodo di rotazione di soli 9.4 s, Peter Birtwhistle, pressione della radiazione solare, primo passaggio al perigeo, rapporto superficie/massa molto elevato, razzo vuoto all’interno, secondo stadio di un razzo, spettro dell’asteroide di tipo S, spettro di un razzo Centaur D del 1971, superficie metallica di un vecchio razzo, superficie metallica esposta per anni nello spazio, Surveyor 2, Surveyor 2 si schiantò sulla Luna, Università dell’Arizona, University of Hawaii Institute for Astronomy / Michael Connelley, vecchio razzo, Vishnu Reddy
Ott 19 2020
A mezzanotte circa, toccata e fuga sull’asteroide | MEDIA INAF
- Archiviato sotto (101955) Bennu, Asteroidi, Astronautica, Corpi minori del Sistema solare, Operativi, Osiris-Rex, Planetologia, Spacecraft
Il touch-and-go è in programma nella notte fra il 20 e il 21 ottobre. La sonda spaziale Osiris-Rex della Nasa scenderà sulla superficie dell’asteroide Bennu…
- (101955) Bennu, (162173) Ryugu, 150 g si materiale fino a 1800 g, 20 ottobre 2020 23:00, 21 ottobre 2020 00:12 touch-and-go, accensione propulsori 20 ottobre 2020 20:00, almeno 60 g di materiale, Altimetro laser OLA, Arrivo 3 dicembre 2018, Atterraggio su Bennu, Bennu, camera 3D PolyCam, camera dedicata proprio alle operazioni di campionamento, campione incontaminato di regolite carbonacea, capsula con il prezioso materiale verrà sigillata e preparata per il ritorno sulla Terra, composizione e formazione del Sistema solare, contatto con la superficie di Bennu durerà circa dieci secondi, Dan Lauretta, Hayabusa 2, il materiale – regolite – verrà sollevato dalla superficie e aspirato al suo interno prima che la navicella arretri nuovamente, immagini ravvicinate della superficie di Bennu, livello di dettaglio mai raggiunto per qualsiasi altro corpo planetario, Lunar and Planetary Laboratory, manovre di contatto con la superficie, mappa dei rischi, materiale a grana fine, meccanismo di acquisizione dei campioni Tagsam, misure di emergenza sviluppate dai ricercatori per garantire l’obiettivo scientifico primario della missione, NASA, Nightingale, Osiris-Rex, osservare anche polvere o materiale su un’area del Tagsam diversa dall’estremità, pastiglie appiccicose, più tentativi di campionamento, Primo prelievo di materiale da un asteroide, probabilità di impatto <6%, Raccolta campioni su Bennu, ritorno di Osiris-Rex previsto per il 2023, SamCam, sassolini di quasi due centimetri, secondo touch and go, Touch-and-go su Bennu, Touch-And-Go-Sample Acquisition Mechanism, tre bombole di azoto gassoso, Università dell’Arizona, uperficie rocciosa disseminata di massi, valutazione quantità campione raccolto, variazione di massa prima e dopo la raccolta
Nov 22 2017
Su Marte scorre sabbia | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Esobiologia, Marte, Planetologia, Vita su Marte
.entry-header L’immagine mostra la parte superiore del bordo meridionale del cratere di Tivat, ripresa nel 2011 dalla fotocamera ad alta risoluzione Imaging Science Experiment (HiRISE) sul Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa. Il nord è verso l’alto e la pendenza scende verso nord-ovest. La vista si estende su un’area larga circa 300 metri (la scala di …
- Acqua su Marte, Alfred McEwen, angolo di riposo, atmosfera fredda e sottile, Centro scientifico di astrogeologia, coinvolgimento di piccole quantità di acqua, Colin Dundas, cratere di Tivat, flussi di sabbia asciutta, flussi granulari, Geological Survey di Flagstaff, HiRISE, JPL, Mars Reconnaissance Orbiter, Marte, MRO, NASA, NASA/JPL, Nature Geoscience, pendenze più ripide di 27 gradi, recurring slope lineae, Rich Zurek, RSL, sali idratati, Università dell’Arizona, via bookmarklet, Vita microbica

















