La Jaxa conferma l’avvenuta raccolta dei campioni e fa sapere che il gas presente nella capsula di rientro è esso stesso prodotto dal materiale collezionato sull’asteroide Ryugu: il primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo mai portato sulla Terra. Ne parliamo con Ernesto Palomba, ricercatore all’Inaf Iaps di Roma e membro del team …
Categoria: Evoluzione planetaria
Feb 02 2021
Hayabusa-2, la “bisaccia” è piena
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- (162173) Ryugu, analisi del gas raccolto nella capsula, campioni di due zone diverse dell’asteroide, Campioni di Ryugu, capsula della missione Hayabusa-2, composizione molecolare e isotopica del gas raccolto, curation and initial analysis team, Ernesto Palomba, Extraterrestrial Sample Curation Center, gas presente nella capsula di rientro, gas prodotto dai campioni di Ryugu, granelli di qualche millimetro di diametro, grani neri che pensiamo siano di Ryugu, Hayabusa 2, Hayabusa2@Jaxa, il gas proviene dal degassamento di composti semi-volatili presenti su Ryugu, INAF – IAPS, JAXA, materiale raccolto nel primo touchdown ce n’è veramente tanto forse addirittura cento volte di più di quanto ci aspettavamo, nella camera portacampioni A ci sono molte particelle, presenza della polvere dell’asteroide Ryugu nella capsula lanciata a terra da Hayabusa-2, primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo, primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo mai riportato a terra nella Storia, Quick Look Facility di Woomera, Ryugu, Sagamihara Campus Research Laboratory Building, sample catcher suddiviso in tre camerette, sample container, si è deciso di non procedere con il terzo touchdown
Gen 25 2021
Così la polvere di Ryugu sarà passata al setaccio
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La settimana scorsa Hayabusa-2 ha lasciato cadere dallo spazio la capsula contenente la preziosa polvere dell’asteroide Ryugu. Il portacampioni, atterrato come previsto nell’entroterra australiano, adesso si trova in Giappone, presso una facility della Jaxa, dove sarà studiato per ottenere informazioni sulle origini del Sistema solare. Ne parliamo con Ernesto Palomba dell’Inaf Iaps di Roma, membro …
- (162173) Ryugu, 1 anno di analisi preliminari, 150-360 K su Ryugu, 5 dicembre 2020, 5 dicembre 2020 20:47, 5 miliardi di Km percorsi, 6 anni di missione, analisi a terra e analisi in situ, Analisi al Woomera test range, Analisi dei gas di Ryugu, Analisi della polvere di Ryugu, analisi isotopiche a terra, analisi preliminari dei campioni di Ryugu, apertura capsula di hayabusa2, Australia ha condiviso il sito di atterraggio, camera bianca del Sagamihara Campus Research Laboratory, campione di pochi milligrammi, Capsul con polvere di Ryugu, Capsula hayabusa2 arrivata in Giappone il 7 dicembre 2020 23:20, caratterizzazione del campione di Ryugu, centro spaziale di Tanegashima, che tipo di processamento termico Ryugu ha subito durante la sua evoluzione, clean room di classe 10.000, collection team M, componente semivolatile nel materiale raccolto, comprensione dell’origine e dell’evoluzione del Sistema solare, confronto fra questi dati e quelli ottenuti dalla sonda, corpo progenitore di una particolare famiglia di condriti carbonacee, dalla composizione chimica e mineralogica all’analisi dei compositi organici, Dfs team, di studiare la provenienza, differenza fra hayabusa2 e osiris-rex, dimensioni (e il costo) di Osiris-Rex, distribuzione campioni alla fine delle analisi preliminari, distribuzione fra USA Germania Francia e Australia, due missioni su Ryugu, effetto wow, embargo sulla comunicazione dettagliata delle scoperte scientifiche, Ernesto Palomba, escursione termica tale da far degassare composti semi-volatili eventualmente presenti, età, frammenti di Ryugu, gas sampling analysis, Germania e Francia hanno costruito il lander Mascot, grande qualità scientifica di hayabusa2 rispetto a osiris-rex, Hayabusa 2, IAPS Roma, INAF – IAPS, indagini di composizione, Italia può farsi imprestare alcune particelle a scopo di ricerca scientifica, JAXA, l’origine e l’evoluzione del corpo celeste, lancio Hayabusa2 2014, Luna progenitore meteoriti lunari, Marte progenitore delle meteoriti Snc, materiale da due zone dell’asteroide completamente differenti, materiale incontaminato subsuperficiale, MEDIA INAF, microanalisi per campioni solidi di Ryugu, NIRS3/Hayabusa2, ONC/Hayabusa2, Origine del sistema solare, osiris-rex quattro volte più grande di Hayabusa-2, Pezzo di storia del Sistema solare, polvere di Ryugu, primi risultati gennaio 2021, ricerca di vita extraterrestre, Ryugu, Ryugu creatosi dalla frammentazione di un oggetto più grande, Sagamihara Campus Research Laboratory Building, secondo campione di un asteroide raccolto nello spazio, superficie di Ryugu è così omogenea come sembra oppure no, touchdown Ryugu, Usa c’è stato uno scambio di expertise scientifica, Vesta progenitore delle meteoriti Hed, Woomera Prohibited Area, Woomera Test Range
Gen 08 2021
La vita sotto Marte
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Uno studio condotto dalla Rutgers University ha concluso che su Marte, tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, il calore geotermico potrebbe aver garantito le condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, rendendo la regione a qualche chilometro al di sotto della sua superficie, abitabile. Tutti i dettagli su Science Advances Uno …
- 4 miliardi di anni fa, Abitabilità del sottosuolo di Marte, acqua liquida potrebbe essere stata stabile solo a grandi profondità, acqua liquida su un Marte freddo e gelido, Anidride Carbonica, Artico canadese, atmosfera marziana primordiale, Attività idrotermale su Marte, calore geotermico elevato su Marte primordiale, calotta glaciale dell’Antartico occidentale, Cc By-Sa 3.0 igo, condizioni necessarie per lo scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, Dao Vallis, decadimento radioattivo, Era Noachiana, Esa/Dlr/Fu Berlin, fusione di spesse lastre di ghiaccio sotterranee, Gas serra, Groenlandia, il sottosuolo potrebbe rappresentare l’ambiente abitabile più longevo, laghi subglaciali, Lujendra Ojha, Marte, Marte caldo e umido, MEDIA INAF, Mercurio, paradosso del giovane Sole debole, perdita del campo magnetico di Marte, Potassio, reazioni acqua-roccia, Rutgers University, Rutgers University-New Brunswick, Science Advances, scioglimento del ghiaccio nel sottosuolo, scioglimento superficiale delle spesse lastre di ghiaccio alimentato dal calore geotermico, Sole più debole del 30% 4 miliardi di anni fa, Terra, torio, Tra 3.7 e 4.1 miliardi di anni fa, Uranio, Vapore acqueo, Venere, vita sotto Marte
Gen 02 2021
Così erano le stelle dalle quali discendiamo
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Un team di astrofisici guidato da Sergio Cristallo dell’Inaf d’Abruzzo è riuscito – combinando tre tipi diversi di modelli teorici – a determinare la distribuzione in massa e il contenuto di metalli (la cosiddetta “metallicità”) delle stelle che hanno “inquinato” il materiale del Sistema solare al momento della sua formazione Le stelle sono reattori nucleari …
- A. Nanni, ablazione laser, Astronomy & Astrophysics, carburo di silicio extrasolare, Cattura di polvere interstellare da parte dei planetesimi, combinazione di 3 diversi modelli teorici di contaminazione del sistema solare primordiale, contaminazione del sistema solare primordiale, contaminazione della nube protosolare, D. Gobrecht, D. Vescovi, difficoltà nell’identificazione delle caratteristiche fisiche e chimiche delle stelle che hanno prodotto i grani, distribuzione delle grandezze dei grani di carburo di silicio, Distribuzione di massa di stelle presolari, elementi pesanti formatisi in stelle evolute prime della formazione del nostro Sole, Formazione della nube protosolare, formazione di granelli di polvere da molecole complesse, formazioni di molecole in strati più esterni delle gignti rosse, G. Cescutti, giganti rosse, grani presolari, grani presolari portano dunque con sé i tratti distintivi della nucleosintesi e dei fenomeni di mescolamento avvenuti nella stella “progenitrice”, grano di carburo di silicio di 6.2 miliardi di anni, Heck et al. Pnas, I. Minchev, isolamento grani di materiale extrasolare, L. Piersanti, Mass and metallicity distribution of parent AGB stars of presolar SiC, MEDIA INAF, Metallicità di stelle presolari, meteorite di Murchison, migrazione di grani di polvere nelle nubi protostellari, migrazione stellare, modello chemo-dinamico di evoluzione chimica della galassia, N. Liu, Nube protosolare, Nube protostellare, OATe, presenza di neutroni liberi, processi di cattura neutronica, processo r, Processo s, Ramo asintotico delle giganti, rimozione del materiale solare dal meteorite, S. Cristallo, Sergio Cristallo, SiC, Sintesi di elementi transferrici, Stelle AGB, stelle Agb con massa circa doppia rispetto alla massa del Sole e metallicità pari a quella solare, stelle che hanno inquinato il materiale del Sistema solare, stelle più ricche di metalli si spostino verso la periferia della Via Lattea, Stelle presolari, strati esterni di una gignte rossa, un modello di evoluzione stellare, un modello di formazione delle polveri, Viaggio degli atomi di alcuni elementi pesanti
Dic 18 2020
No Lup, la stella che sbuffa al passaggio di comete
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Nella costellazione del Lupo, a oltre 400 anni luce di distanza, la stella di classe III No Lup – con una massa di circa 0.7 volte la massa del Sole – è stata vista sbuffare gas di monossido di carbonio ad alta velocità. Sebbene non sia ancora chiaro il meccanismo che espelle il gas così …
- 400 al, abitante in regioni di formazione stellare, ALMA, assenza di polveri calde, Atacama Large Millimetre/submillimetre Array, C. F. Manara, cintura di Kuiper, CO componente delle atmosfere dei pianeti giganti., CO contenuto in dischi protoplanetari, Costellazione del Lupo, dischi di detriti, Dischi protoplanetari, disco di “seconda generazione”, disco di polveri debole e di piccola massa, dispersione del disco protoplanetario in 100 Ka, evoluzione del processo di sublimazione sulla superficie della cometa, Fascia di Kuiper, fase di evoluzione del sistema planetario della quale siamo per la prima volta testimoni, G. M. Kennedy, G. Rosotti, gas e polveri primordiali, Grant Kennedy, i corpi di recente formazione incorrano in continue reciproche collisioni, il disco protoplanetario della stella si è recentemente disperso o è in fase di dispersione, il gas doveva muoversi più velocemente, il gas può anche essere prodotto durante collisioni tra asteroidi, J. B. Lovell, J. P. Williams, Joshua Lovell, L. Matrà, L. Testi, Lo stesso evento che ha vaporizzato le comete nel Sistema solare miliardi di anni fa, M. Ansdell, M. C. Wyatt, M. Kama, M. Tazzari, Mark Wyatt, MEDIA INAF, MNRAS, Monossido di carbonio, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters, Nana rossa, No Lup, No Lup troppo evoluta per avere ancora CO nel disco, osservato per la prima volta a oltre 400 anni luce di distanza, Perdita di CO dovuta al passaggio di comete, pianeti comete e corpi minori in formazione, polveri o gas freddi e deboli, polveri o gas secondari, quali processi fisici plasmano i sistemi planetari poco dopo la loro nascita, Rapid CO gas dispersal from NO Lup’s class III circumstellar disc, S. Marino, Stella che sbuffa CO, stella di classe III, Stella di classe M, Stella giovane, studio sul sistema di No Lup, sublimazione sulla superficie delle comete, Ultima Thule, unica stella di III classe in cui è stato rilevato gas monossido di carbonio, università di Cambridge, università di Warwick
Giu 10 2020
Titano: fuga da Saturno | Reccom Magazine
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Titano: fuga da Saturno Il fatto che Titano si stia lentamente allontanando da Saturno non è insolito, anche la Luna si sta allontanando dalla Terra. Tuttavia, gli astronomi hanno avuto una sorpresa: la migrazione verso l’esterno di Titano è 100 volte più veloce del previsto. Se misurati con lo scorrere del tempo che percepiamo, gli …
Mag 17 2019
C’è un po’ la nostra storia, attorno a quella stella | MEDIA INAF
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Una ricerca condotta da un team di astronomi, utilizzando le osservazioni di Alma, in Cile, ha permesso di tracciare per la prima volta la distribuzione di monossido di alluminio attorno alla giovane stella massiccia Orion Source I. Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, è guidato da ricercatori dell’università di Tokyo .entry-header Inclusioni bianche …
- 1.500 anni luce, ALMA, AlO, Atacama Large Millimeter/submillimetre Array, CAI, calcium and aluminum-rich inclusions CAI, condizioni nelle fasi iniziali della formazione del Sistema solare, Disco circumstellare, distribuzione spaziale del composto attorno alla stella, ESA, Evoluzione stellare, fossili astronomici, grani solidi, Hubble Space Telescope, Inclusioni bianche di calcio e alluminio, KCl, Massimo Roberto, materia solida più vecchia del sistema solare, MEDIA INAF, meteorite Allende, Meteoriti, Monossido do Alluminio, NaCl, NASA, Nebulosa di Orione, Nebulose, Origine del sistema solare, Orion Source I, Orion Treasury Project Team, Rohan Mehra, Shogo Tachibana, Space Telescope Science Institute/Esa, Stella massiccia, The Astrophysical Journal Letters, università di Tokyo
Gen 08 2018
Noi siamo figli della madre di tutte le bolle | MEDIA INAF
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Molto alluminio-26 e poco ferro-60: questi i due indizi chimici che, riscontrati su meteoriti primitive, hanno portato un team d’astrofisici a ritenere che il Sistema solare possa essersi formato non da un’esplosione di supernova bensì dalla bolla di una stella gigante .entry-header Spostandosi in senso orario dal riquadro in alto a sinistra, la simulazione mostra …
- abbondanza di Al-26, Al-26, analisi isotopica delle meteoriti, bolla di una stella gigante, bolla stellare, Fe-60, guscio di una bolla stellare, MEDIA INAF, meteoriti primitive, Nicolas Dauphas, Nube molecolare presolare, Origine del sistema solare, scarsita' di Fe-60, Stella di Wolf-Rayet, The Astrophysical Journal, Università di Chicago, Vikram Dwarkadas
Dic 21 2017
Giovane Terra: il contributo alieno | MEDIA INAF
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La serie di collisioni che è seguita al grande impatto da cui è “nata” la Luna avrebbero contribuito ad accrescere la massa della giovane Terra ben più di quanto precedentemente ipotizzato. Lo studio, pubblicato oggi su Nature Geoscience, è guidato da Simone Marchi, astrofisico originario di Lucca ora negli Usa, al Southwest Research Institute .entry-header …
- 2.5% di contributo alieno alla massa terrestre, Accrescimento della massa della giovane Terra, anomalie isotopiche, contributo alieno all'accrescimento della Terra, elementi altamente siderofili, Esogeologia, formazione dei pianeti del Sistema Solare, Giovane Terra, Grande impatto che ha originato la Luna, Grande impatto primordiale della Terra, impatti fra Terra e planetesimi, iridio, Komatite, MEDIA INAF, Nature Geoscience, Oro, Platino, processi di assorbimento di metalli e silicati, Robin Canup, Simone Marchi, Southwest Research Institute, Teoria del grande impatto
Ott 04 2017
La Formazione dei Pianeti Rocciosi è Universale – Universo Astronomia
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Da molto tempo gli scienziati sono interessati alle profonde similitudini rivelate dalle superfici di corpi rocciosi nel Sistema Solare, al di là delle storie vulcaniche e tettoniche differenti. Ora gli scienziati hanno individuato un processo universale di raffreddamento dei pianeti rocciosi in grado di spiegare le caratteristiche comuni osservabili.Un team di scienziati della NASA, dell’Hampton …
- Alexander Webb, attività geologica su Europa, Attività tettonica extraterrestre, Attività tettonica su Europa, Attivita' vulcanica extraterrestre, Attivita' vulcanica su Io, Corpi minori del sistema solare, Corpi rocciosi, Earth and Planetary Science Letters, Esogeologia, Esosismologia, Esovulcani, Esovulcanologia, fase degli oceani di magma, fase del mantello rigido, fase delle placche tettoniche, Formazione dei pianeti rocciosi, impatto gigante, massiccia attività vulcanica, modello universale per lo sviluppo primordiale di pianeti rocciosi, oceani di magma planetari, pianeti rocciosi, pianeti rocciosi nel sistema solare, raffreddamento a condotti termici, tettonica a placche, University of Hong Kong, Universo Astronomia
















