Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali.
Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna
Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le stelle, dove potrai osservare pianeti, stelle e galassie attraverso potenti telescopi. L’evento inizia il 27 Gennaio 2026 alle 18:00 a Pino Torinese. Non perdere questa straordinaria opportunità di esplorare l’universo!

Sole sorge alle 7:57 e tramonta alle 17:27 (fine crepuscolo astronomico 19:08)
Luna e Pianeti visibili
- Luna sorge alle 11:42 [+8:45′], culmina alle 19:43 (69°) e tramonta alle 03:54 [+10:27′] – altezza: 69° (19:00) – 68° (20:00) – visibile al tramonto (56°) – In congiunzione stretta con le Pleiadi e Urano.
- Giove sorge alle 15:42 [-1:45′], culmina alle 23:22 (67°) e tramonta alle 07:02 [-0:55′] – altezza: 33° (19:00) – 44° (20:00) – visibile al tramonto (17°) -In Gemelli, in congiunzione stretta con Wasat (delta geminis), in opposizione il 10/1, in congiunzione eliaca il 29/7
- Saturno sorge alle 13:54 [-4:03′], culmina alle 15:58 (42°) e tramonta alle 01:33 [-6:24′] – altezza: 27° (19:00) – 18° (20:00) – visibile al tramonto (38°) – Tra i Pesci e la Balena, in congiunzione eliaca il 25/03, in opposizione il 04/10.
Pianeti non visibili per scarsa altezza
Pianeti non visibili per inquinamento luminoso
- Urano sorge alle 12:12 [-5:15′], culmina alle 19:41 (64°) e tramonta alle 03:15 [-4:42′] – altezza: 63° (19:00) – 64° (20:00) – visibile al tramonto (52°), al crepuscolo serale, di sera e di notte – in congiunzione con le Pleiadi e la Luna e da questa abbagliato, in opposizione il 21/11/2025in congiunzione eliaca il 22/05.
- Nettuno sorge alle 10:02 [-7:55′], culmina alle 16:03 (43°) tramonta alle 22:05 [-10:22′] – altezza: 29° (19:00) – 20° (20:00) – visibile al tramonto (40°)In congiunzione stretta con Saturno, in opposizione il 23/09/2025, in congiunzione eliaca il 22/03/2026.
Pianeti non visibili
- Mercurio sorge alle 8:19[+0:22′], culmina alle 13:01 (26°) e tramonta alle 17:54 [+0:27] – visibile con difficoltà al tramonto (2°) –in congiunzione inferiore il 21/01, in massima elongazione ovest (18°.2′) il 19/02.
- Venere sorge alle 8:18 [+0:21′], culmina alle 13:04 (27°) e tramonta alle 17:50 [+0:23′] – visibile con difficoltà al tramonto (3°) – in congiunzione superiore il 06/01, in massima elongazione est (45°.9′) il 15/08.
- Marte sorge alle 7:50 [+0:23′], culmina alla 12:25 (25°) e tramonta alle 17:00 [-0:27′]-visibile con difficoltà all’alba (1°), in congiunzione eliaca il 09/01, in opposizione il 19/02/2027 .
Altri oggetti celesti
Allo zenit ritroveremo le stelle di una importantissima costellazione autunnalla splendida costellazione di Perseo, con la sua brillante Mirfalk (α Per, circa 85°, M=1,75) e lo spettacolare Doppio ammasso (C 14, circa 73°, M=3,80). Si tratta di due ammassi stellari aperti visivamente vicini ma in realtà distanti fra loro 800 al, e distanti da noi rispettivamente 6800 e 7600 al, ben risolvibile con un discreto telescopio.
Proseguendo sul meridiano (S), a cominciare dal lato Sud-Est, in ordine di altezza, troveremo in risalita, le stelle della brillantissima Auriga con una stella circumpolare (che non tramonta mai), la brillantissima quadrupla e vicina (43 al) Capella (α Aur, circa 71°, Mmedia=0,05) mentre la binaria ad eclisse, anch’essa circumpolare, Melkalinian(β Aur, circa 63°, Mmedia=1,99) è poco più bassa. Poco più ad ovest di quest’ultima, in netta risalita l’importante costellazione invernale del Toro, nella quale, noteremo, seppure abbagliato dalla Luna, l’ammasso stellare aperto delle splendide e spettacolari Pleiadi (M44, circa 69°, M(Alcione)=2,85)e poco più ad ovest, la binaria spettroscopica con componente principale gigante gialla Omicron Tauri (ο Tau, circa 54°, M=3,60), la tripla variabile Algol con binaria ad eclisse Lambda Tauri (λ Tau, circa 54°, M=3,40), la gigante arancione, nonchè stella più brillante delle Iadi Prima Hyadum (γ Tau, circa 59°, M=3,65), e all’altro estremo in direzione nord la gigante blu, condivisa con l’Auriga (detta anche γ Aur) El Nath (β Tau, circa 61°, M=1,65), e infine, ma ancora molto bassa, la regina delle stelle invernali, insieme a Sirio. Si tratta della splendida gigante arancione (in realtà doppia) Aldebaran (α Tau, circa 58°, M=1,65), distante solo 66 anni luce da noi. Proprio sotto l’Auriga, a ESE troveremo la splendida costellazione dei Gemelli, con la più alta θ Geminorum (θ Gem, circa 49°, M=3, 60), poco più ad est la quadrupla visuale gigante arancione τ Geminorum (τ Gem, circa 44°, M=4,40), la supergigante gialla Mebsuta (ε Gem, circa 46°, M=3,05), la gigante rossa variabile irregolare Tejat posterior (μ Gem, circa 48°, Mmedia=2,85),la gigante rossa tripla Propus (η Gem, circa 49°, M=3,30) e infine la red clump tripla 1 Geminorum (1 Gem, circa 52°, M=4,75). Queste le più alte, mentre le principali, l’inconfondibile sestupla (3 sistemi binari, due binarie spettroscopiche bianche + una binaria rossa) Castore (α Gem, circa 41°, M=1,90) e, nonostante Bayer le abbia assegnato la lettera β, la più brillante gigante arancione Polluce (β Gem, circa 37°, M=1,15). Proprio sotto quest’ultima e il Toro, è completamente visibile un’altra inconfondibile costellazione invernale, che fa da riferimento tramite la sua celebre cintura: si tratta di Orione, ove spiccano fra le più alte la supergigante azzurra χ2 Orionis (χ2 Ori, circa 49°, M=4,60), la gialla χ1 Orionis (χ1 Ori, circa 51°, M=4,35),la gigante blu binaria Meissa (λ Ori, circa 46°, M=3,50), e dall’altro lato, quello dell’arco spiccato dal cacciatore celeste, da est verso ovest, nell’ordine la più alta, tripla bianca Al Tai IV( π1 Ori, circa 50°, M=4,60), la nana bianca di sequenza principale Al Tai I (π2 Ori, circa 49°, M=4,35), la doppia bianco giallastra Tabit (π3 Ori, circa 48°, M=3,15), poi, più in basso verso est, la splendida brillantissima gigante blu, la gigante nativa più vicina a noi, Bellatrix (γ Ori, circa 44°, M=1,60), più in basso verso ovest le tre stelle de9lla cintura, nell’ordine da W verso E rispettivamente: la sestupla (tripla + nana gialla + binaria ad eclisse) Mintaka (δ Ori,circa 37°, M=2,40), la supergigante blu Alnilam (ε Ori, circa 36°, M=1,60) e la tripla (doppia + gigante blu) Alnitak (ζ Ori, circa 36°, M=1,65). Sopra quest’ultima in direzione E si scorge la più luminosa, la famosa supergigante rossa, forse prossima alla sua esplosione in supernova, Betelgeuse (α Ori, circa 42°, M=0,45), distante circa 560 al dal nostro pianeta, e proprio per questo osservata speciale: da circa un millennio non si verifica una esplosione di supernova nella nostra galassia, e e a memoria d’uomo mai così vicina. Dall’altro lato della cintura, stavolta sotto Mintaka ma verso ovest, in posizione simmetrica a Betelgeuse scorgiamo la seconda stella più brillante di questa costellazione, la brillantissima, splendida, inconfondibile, la supergigante blu variabile Rigel (β Ori, circa 32°, M=0,15). Secondo la leggenda ellenica tramandata da Apollodoro, Orione era un gigantesco abile cacciatore figlio di Poseidone, il quale corteggiò Merope, figlia del Re di Chio Enopo, il quale, adirato per l’affronto (a quei tempi un cacciatore era considerato un selvaggio), lo fece accecare. Fu dunque esiliato a Lemno ove il dio del fuoco Efesto, impietosito dalla sua storia, lo affidò al figlio Cedalione affinchè lo conducesse verso est, dove nasceva il Sole e risiedeva la dea dell’Aurora Eos, la quale gli ridonò la vista e si innammorò del gigante, prendendolo come sposo. Felice per tutto questo, egli continuò incessantemente a cacciare seguito dal fedele cane Sirio (ne parleremo dopo della splendida stella a lui associata). La dea della caccia Artemide (la romana Diana), si invaghì anch’essa, nonostante la sua condotta di castità, ma Orione la respinse, per Amore della sua splendida sposa Eos. La dea apprezzò il suo gesto, ma allorquando il prode cacciatore cominciò a corteggiare e a molestare le bellissime sette sorelle Pleiadi (del quale ammasso abbiamo già parlato), figlie di Atlante., costoro, sapendo della gelosia di Artemide verso il cacciatore, ne parlarono con la dea, la quale, adirata e preda della gelosia, decise di vendicarsi tramite il suo fedele servitore Scorpione, il quale, introdottosi nella tenda del cacciatore, lo punse con il suo potente veleno uccidendolo. Il fedele Sirio, ululò al cielo il suo lamento, il quale fu udito da Zeus, il quale, dapprima fulminò lo scorpione portandolo nel basso cielo estivo. A Orione e Sirio fu concesso l’alto cielo invernale che essi illuminarono, e il re degli dei, per una sorta di complicità (Orione e Zeus erano entrambi dei gran seduttori), piazzò a poca distanza le stesse Pleiadi, inseguite dal cacciatore e dai suoi due cani (maggiore e minore, ne parleremo fra poco) ma mai raggiunte. Inoltre mise al sicuro il gigantesco cacciatore dagli attacchi del suo nemico Scorpione, facendo tramontare l’uno quando sorgeva l’altro (Orione compare d’inverno e lo Scorpione in estate), in modo che questi non si incontrassero mai.
Continuiamo l’esplorazione del lato SE: molto ad Est, sotto i Gemelli, scorgeremo molto bassa la costellazione del Cane Minore con la brillantissima e vicinissima (appena 11 al!) doppia bianca Procione (α Cmi, circa 23°, M=0,4) e la doppia blu variabile eruttiva Gomeisa (β Cmi, circa 27°, M=2,85). Poi, procedendo un pò più a ovest, la debole costellazione dell’Unicorno con la più brillante gigante gialla α Monocerotis (α Mon, circa 11°, M=3,90), che si frappone fra i due cani: infatti, sotto Orione troveremo la classica preda del cacciatore astrale, inseguita dal suo Cane Maggiore più in basso: si tratta della splendida Lepre con la sua alfa, la supergigante gialla Arneb (α Lep, circa 21°, M=2,55), e poco più in basso la sua beta, la gigante brillante gialla Nihal (β Lep, circa 19°, M=2,80). Sotto la Lepre, pressochè “circondata”, si trova finalmente il Cane Maggiore con la tella più splendida del cielo notturno, a noi vicinissima, poco più di 8 anni luce: si tratta della doppia bianca Sirio (α Cma, circa 14°, M=-1,45), che fu risolta (ovvero fu scoperto che era binaria) da Clark nel 1862, nonostante, molto misteriosamente, la popolazione Maliana dei Dogon affermava che fosse una doppia, forse per motivi di sacralità e credenze religiose. A completare l’orizzonte SE un’altra presunta preda del cacciatore astrale, l’australe, debole e bassa Colomba con la subgigante blu Phakt (α Col, circa 6°, M=2,65).
Passiamo ora al lato Sud Ovest del cielo. A cominciare dall’alto, appena sotto Perseo e a ovest del Toro, ritroveremo in risalita le stelle di Cetus, delle quali le più alte sono rispettivamente la binaria spettroscopica supergigante gialla Al Kaff Al Jidhmah I (ξ1 Cet, circa 50°, M=4,35) e una delle più basse è la gigante arancione Deneb Kaitos Shemali (ι Cet, circa 22°, M=3,55), mentre le più brillanti sono, in basso sotto la precedente la gigante giallo-arancione Dhipda (β Cet, circa 17°, M=2,00) e in alto la gigante rossa Menkar (α Cet, circa 49°, M=2,50). Ancora più in alto, a ovest e sopra quest’ultima, appena sotto Perseo scorgeremo sempre in rapida risalita, la zodiacale Ariete con la sua gigante arancione Hamal (α Ari, circa 63°, M=2,05), mentre leggermente ad ovest di questa in risalita troveremo dapprima l’inconfondibile Triangolo con la sua subgigante bianca variabile rotante Mothallah (α Tri, circa 66°, M=3,40), mentre ancora più ad ovest di questa, stavolta in leggera discesa troveremo un’importante costellazione autunnale:Andromeda , con la sua stella visibile più bassa, la doppia binaria spettroscopica azzurra Omicron Andromedae (o And, circa 43°, M=3,70), e poco più in basso verso SE, la brillante binaria spettroscopica azzurra Alpherats o Sirrah (α And, circa 48°, M=2,05) condivisa con Pegaso, detta anche δ Peg, e l’affascinante Galassia di Andromeda (M31, circa 60°, M=3,4), finalmente visibile, anche ad occhio nudo, in tutta la sua bellezza, nonostante la notevole distanza (2.5 Mal) da noi. Per individuarla, si segue uno dei bracci verticali di andromeda, il più ad ovest, in direzione NW a partire dalla gigante rossa Mirach (β And, circa 62°, M=2,05), proseguendo per la bianca Mu Andromedae (μ And, circa 61°, M=3,85) e la binaria spettroscopica Ni Andromedae (νAnd, circa 61°, M=4,50), dove nelle sue vicinanze si scorge la galassia. Sotto Ariete e a est di Andromeda, da S a SW, troveremo in leggera discesa una debole, ma estesa costellazione zodiacale: i Pesci con in basso la sua gigante gialla Gamma Piscium (γ Psc, circa 22°, M=3,70) e la doppia bianca Alresha (α Psc, circa 44°, M=1,25), mentre sotto Andromeda si ritroverà sempre in discesa l’autunnale Pegaso con la sua gigante rossa Guaina(β Peg, circa 36°, M=2,40) e la brillante gigante blu Markab (α Peg, circa 28°, Mmedia=2,45). A ovest di quest’ultima la debole costellazione della Lucertola con la circumpolare bianca di sequenza principale α Lacertae (α Lac,circa 42°, M=3.75), e più in basso troveremo la debole 6 Lacertae (6 Lac, circa 38°, M=5,15). A completare il basso orizzonte SE, a ovest di Orione, partendo da Rigel, troveremo l’estesa ma debole costellazione invernale dell’Eridano, con la gigante arancione Azha (η Eri, circa 36°, M=3,85) e poco più ad est la più brillante subgigante arancione e vicina (circa 30 al.) Rana (δ Eri, circa 35°, M=3,50), mentre la più brillante visibile è, vicino Rigel dell’Orione, la gigante bianca Cursa (β Eri, circa 35°, M=2,75). Sotto l’Eridano, all’orizzonte sud e a ovest della Colomba troveremo le più alte stelle dell’australe Bulino fra le quali la binaria spettroscopica bianca β Caeli ( β Cae, circa 6°, M=5,04), e circondata dall’Eridano un’altra costellazione australe, la debole Fornace con la più brillante Dalim (α For, circa 16°, M=3,90), poi, procedendo sempre verso ovest, sotto Cetus, scorgeremo un’altra debole australe, lo Scultore, con la più brillante e la più alta gigante blu variabile SX arietis (He I – Si III) α Sculptoris (α Scl, circa 8°, M=4,30). Infine sotto i Pesci la zodiacale si scorgerà un’altra costellazione zodiacale autunnale in netta discesa: l’estesa costellazione dell’Acquario, con la supergigante gialla Sadalmelik (α Aqr, M=2,95) e la supergigante gialla Sadalsuund (β Aqr, M=2,90) già tramontate.
Passando all’orizzonte Ovest, sotto le autunnali Andromeda, Pegaso e la Lucertola ma in rapida discesa troveremo sul viale del tramonto ancora la spettacolare e inconfondibile costellazione estiva del Cigno con Deneb (α Cyg, circa 24°, M=1,25), una supergigante blu molto giovane (11,6 Ma) ma anche molto distante (ca. 2600 al), che con Vega e Altair forma lo spettacolare triangolo estivo, mentre all’incrocio delle “ali” del volatile celeste, si scorgerà Sadr (γ Cyg, circa 18°, M=2,25), una gialla binaria ad eclisse, e infine, in tema di costellazioni estive incredibilmente si scorgeranno le stelle più alte della costellazione della Lira con la brillantissima Vega (α Lir, circa 4°, M=0), stella di riferimento per le magnitudini, anche se in realtà è una doppia variabile pulsante, e la più alta stella della primaverile Ercole con visibile solo la doppia variabile pulsante ι Erc (circa 6°, M=3,80).
All’antimeridiano, o orizzonte Nord, a cominciare dal lato NE, troveremo, in ordine di altezza, subito sotto Perseo in risalita la debole e circumpolare Camelopardis , con la più brillante α Cam (circa 66°, M=4,25), poi, fra questa e Andromeda, troveremo in discesa la bellissima, brillante e inconfondibile, per la sua perfetta forma a W, la costellazione circumpolare di Cassiopea con la multipla variabile Shedar (α Cas, circa 61°, M=2.20) e più in basso, a ovest della Lucertola l’inconfondibile sagoma a “casetta” di Cefeo con la subgigante bianca Alderamin(α Cep, circa 67°, M=2.45). A est di Cefeo, si scorgerà un’altra circumpolare: Sotto di questa scorgeremo, in netta discesa, la debole ma estesa costellazione del Drago, e cominciando dalla “testa”,vedremo la splendida doppia arancione Eltanin (γ Dra, circa 12°, M=2,20)e la supergigante gialla Rastaban (β Dra, circa 11°, M=2,35) , mentre la stella alfa, nonostante il nome non la più brillante ma la più famosa in quanto circa 3 millenni fa fu la stella polare, è la doppia blu Thuban (α Dra, circa 21°, M=3,65). Circondata dal Drago e un pò più su troveremo l’Orsa Minore con Polaris (α Umi, circa 46°, M=1,96) a mezzocielo, mentre poco più in basso vedremo la doppia rossa, in leggera discesa, Kochab (β Umi, circa 29°, M=2.05).
Sul lato NE, a cominciare dall’alto, a fianco di Camelopardis troviamo in risalita ancora la Lince, dall’alto verso il basso rispettivamente, la binaria spettroscopica 2 Lyncis (2 Lyn, circa 61°, M=4,40), la doppia gigante gialla 15 Lyncis (15 Lyn, circa 56°, M=4,35), la stella di sequenza principale 21 Lyncis (21 Lyn, circa 50°, M=4,60), la gigante arancione Alsciaukat (31 Lyn, circa 39°, M=4,50), la doppia (2 nane gialle) 10 Ursae Majoris (10 Uma, circa 32°, M=4,15) laddove, nonostante il nome, negli anni 20 fu correttamente ricollocata nella Lince, la debole bright giant HD 77912 (HR3612, circa 29°, M=4,55), la doppia bianco-blu 38 Lyncis (38 Lyn, circa 26°, M=3,90), e infine la più brillante, la gigante arancione α Lyncis (α Lyn, circa 25°, M=3,10). A completare l’orizzonte NE, sotto la Lince, poco più verso ovest troveremo in leggera discesa l’estesa e grande costellazione circumpolare dell’Orsa Maggiore, con la più bassa, gigante bianco-azzurra Alkaid (η Ursae majoris, circa 6°, M=1.85) e poco distante la più alta, la magnifica doppia Mizar (ζ Ursae Majoris, circa 13°, M=2,20), top target per gli astrofili a tutte le ore, mentre leggermente verso Est, ci sarà la doppia brillante e inconfondibile Dubhe (α Uma, circa 29°, M=2) e Taiyangshou (χ Uma, circa 15°, M=3,65), mentre la più alta sarà la doppia gigante gialla Mushida (ο Uma, circa45°, M=3,35). A completare il basso orizzonte NW, nell’ordine, da N verso E, sotto l’Orsa Maggiore la debole costellazione dei Canes Venatici (Cani da Caccia), con Chara (β Cvn, circa 5°, M=4,20) la sola visibile, e la più brillante e famosa Cor Caroli (α2 Cnc, M=2,85) è pressochè tramontata.
Infine, sull’orizzonte Est si affacciano le prime costellazioni primaverili. Sul lato SE, Le più alte, che sono ancora costellazioni invernali, le abbiamo già viste, ovvero in ordine di altezza dapprima l’Auriga e i Gemelli, subito sotto Perseo. A seguire, in ordine di altezza, sotto i Gemelli e ad est del Cane minore, la tardo invernale/primaverile, ma debole Cancro, con le due più brillanti, la tripla (binaria bianca + nana rossa) Acubens (α Cnc, circa 13°, M=4,25) e la gigante arancione Al Tarf (β Cnc, circa 19°, M=4,50). Completa l’orizzonte basso SE la debole costellazione leggermente australe dell‘Idra femmina, con alcune stelle visibili, fra le quali Ashlesha (ε Hya, circa 12°, M=3,40) e la gigante di classe G Minazal V (ζ Hya, circa 10°, M=3,10).
Sul lato NE, ad est dell’Orsa Maggiore e sotto la Lince, spicca la primaverile Leone Minore con la gigante red clump Praecipua (ο Lmi, circa 11°, M=3,75), che precede una importantissima costellazione primaverile, della quale sono visibili solo alcune stelle: si tratta del Leone, con le visibili Algieba (γ Leo, circa 5°, M=2,20) e la più brillante di tutte, ma ancora bassissima e rasente all’orizzonte, la splendente Regolo (α Leo, circa 1°, M=1,35).
Come sciami meteorici, oltre al solito Antihelion (ZHR=4, AR=8°) in Leone sull’orizzonte est, troviamo poco più basso, poco distante da Canes venatici e Orsa Maggiore, quindi sull’orizzonte NNE, lo sciame delle Leoneminoridi di dicembre (ZHR < 5, AR=7°).
Programma
19:00 – 19:20
Osservazione di Saturno
19:20 – 19:40
Osservazione di Giove
19:40 – 20:00
Osservazione della Luna

















