Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna del 24/04/2026 ore 22:00

Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali.

Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna

Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le stelle, dove potrai osservare pianeti, stelle e galassie attraverso potenti telescopi. L’evento inizia il Venerdì 24 Aprile 2026 alle 22:00 a Pino Torinese. Non perdere questa straordinaria opportunità di esplorare l’universo!

Screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 24 Aprile 2026 h 22:30
Screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 24 Aprile 2026 h 22:30

Sole sorge alle 6:29 e tramonta alle 20:26 (fine crepuscolo astronomico 22:20)

Luna e Pianeti visibili

  • Luna sorge alle 12:39 [+6:10′], culmina alle 20:22 (63°) e tramonta alle 03:21 [+6:55′] – altezza: 57° (22:00)– 48° (23:00) – visibile al tramonto (63°) – In Cancro, in congiunzione con Giove.
  • Giove sorge alle 10:55 [+4:26′], culmina alle 18:37 (68°) e tramonta alle 02:21 [+5:52′] – altezza: 43° (22:00) – 33° (23:00) – visibile al tramonto (58°)-In Gemelli, in congiunzione stretta fra Wasat e in congiunzione con la Luna, in opposizione il 10/1, in congiunzione eliaca il 29/7

Pianeti non visibili per scarsa altezza

  • Venere sorge alle 7:38 [+1:09′], culmina alle 15:11 (66°) e tramonta alle 22:45 [+1:19′] – altezza: 7° (22:00) / -3° (23:00)– visibile al tramonto (23°) e al crepuscolo serale – In Toro, in congiunzione stretta con Urano, in congiunzione superiore il 06/01, in massima elongazione est (45°.9′) il 15/08.

Pianeti non visibili per inquinamento luminoso

Pianeti non visibili per scarsa altezza e inquinamento luminoso

  • Urano sorge alle 07:42 [+1:13′], culmina alle 15:10 (65°) e tramonta alle 22:38 [+2:18′] – altezza:6° (22:00) / -4° (23:00) – visibile al tramonto (21°) e al crepuscolo serale In Toro, in congiunzione stretta con Venere , in opposizione il 21/11/2025, in congiunzione eliaca il 22/05.

Pianeti non visibili per congiunzione eliaca

Pianeti non visibili

  • Mercurio sorge alle 5:59 [-0:30′], culmina alle 12:16 (48°) e tramonta alle 18:34 [-1:52] – visibile all’alba (5°) – In Pesci, in congiunzione tripla con Mercurio e NettunoIn massima elongazione ovest (27°.9′) il 03/04, in congiunzione superiore il 14/05.
  • Marte sorge alle 5:45 [-0:44′], culmina alla 12:02 (49°) e tramonta alle 18:20 [-2:06′] – visibile all’alba (7°), In Pesci, in congiunzione con Saturno, in congiunzione eliaca il 09/01, in opposizione il 19/02/2027 .
  • Saturno sorge alle 05:46 [-0:43′], culmina alle 11:53 (46°) e tramonta alle 18:01 [-2:25′] – Visibile all’alba (7°) – In Pesci, in congiunzione tripla con Mercurio e Nettuno, in congiunzione con Marte, in congiunzione eliaca il 25/03, in opposizione il 04/10.
  • Nettuno sorge alle 5:30 [-0:59′], culmina alle 11:32 (45°) e tramonta alle 17:35 [-2:51′] – Visibile all’alba (7°) – In Pesci, in congiunzione tripla con Mercurio e Saturno In congiunzione eliaca il 22/03, in opposizione il 26/09,

Altri oggetti celesti

Allo zenit ritroveremo l’estesa e grande costellazione circumpolare dell’Orsa Maggiore, con la più bassa, sul lato est, la gigante bianco-azzurra Alkaid (η UMa, circa 63°, M=1.85) e poco distante più in alto, la magnifica doppia Mizar (ζ UMa, circa 67°, M=2,20), top target per gli astrofili a tutte le stagioni, mentre procedendo più sopra verso ovest, ci sarà la doppia brillante e inconfondibile Dubhe (α UMa, circa 73°, M=2), più in alto troveremo la bianca di classe A1V Merak (β Uma, circa 79°, M=2,30) poco verso est la binaria astrometrica (A0Ve+K2V) Phecda ( γ UMa, circa 79°, M=2,40) e poco più in alto la gigante arancione K05III Taiyangshou (χ Uma, circa 83°, M=3,65). A W di Dubhe vi sarà la doppia gigante gialla Mushida (ο Uma, circa 61°, M=3,35), ma le più occidentali saranno rispettivamente la quadrupla (binaria spettroscopica bianca/nana bianca + doppia nana rossa) Talitha borealis (ι Uma, circa 67°, M=3,10) e e la binaria bianca di classe A Talitha Australis (ϰ Uma, circa 68°, M=3,10). Le più alte, invece, sono rispettivamente, vicinissima allo zenit la gigante arancione di classe K1III Ta tsun (ψ UMa, circa 89°, M=3,0) e poco più a ovest, la subgigante azzurra di classe A2 Tania Borealis (λ UMa, circa 80°, M=3,45) e la variabile gigante rossa di classe M0III Tania Australis (μ Uma, circa 80°, M=3,05), queste ultime due facente parte del “piede sinistro” del plantigrado celeste.

Proseguendo sul meridiano (S), a cominciare dal lato Sud-Est, in ordine di altezza, troveremo non molto lontano dallo zenit la debole costellazione dei Canes Venatici (Cani da Caccia), con la nana gialla Chara (β Cvn, circa 75°, M=4,20) e la spettacolare doppia azzurra Cor Caroli (α2 Cvn, circa 69°, M=2,85). Poco sotto, prossima al meridiano (lato sud), si scorgerà un’altra debole costellazione primaverile: si tratta della Chioma di Berenice, con la più alta, la gigante arancione Al Dafirah (γ Com, circa 67°, M=4,35), poco più verso E la relativamente vicina (circa 30 al) nana gialla Beta Comae Berenices (β Com, circa 60°, M=4,20), e infine, la più bassa e la più brillante, la ben nota binaria (2 bianche di classe F) Diadema (α Com, circa 53°, M=4,3). Ad est di questa, un’altra importante, e più brillante costellazione primaverile: si tratta del Boote, con la più alta, la gigante bianca, variabile δ Scuti Seginus (γ Boo, circa 52°, Mmedia=3), e la più brillante, la splendida gigante arancione Arturo (α Boo, circa 44°, M=-0,05), la seconda stella più luminosa alle nostre latitudini, preceduta solo dall’invernale Sirio, e che domina i cieli primaverili, così luminosa perchè molto vicina, solo circa 37 al!Procedendo verso il basso, sotto la chioma di berenice troveremo un’altra importantissima costellazione zodiacale primaverile: si tratta della Vergine con le più alte, sul lato est la gigante gialla di classe G8III Vindemiatrix (ε Vir, circa 48°, M=2,83) e sul lato ovest la gigante rossa di classe M Ni Virginis (ν Vir, circa 51°, M=4), poco più in basso, sotto quest’ultima la doppia bianca di classe F0V Porrima (γ Vir, circa 39°, M=3,40), e infine la più brillante, la binaria spettroscopica azzurra (B1III-IV + B2V) Spica (α Vir, circa 26°, M=0,95). Ancora più in basso un’altra importantissima costellazione zodiacale tardo-primaverile: si tratta della Bilancia con la più alta, la bianco-azzurra di classe B8V Zubeneschamali (β Lib, circa 12°, M=2,60), e poco più in basso, verso est, la più brillante, la binaria visuale (A3+F4) a noi prossima (77 al) Zubenelgenubi (α Lib, circa 11°, M=2,75). Completano l’orizzonte SE le prime stelle di una celebre costellazione australe, il Centauro, della quale è visibile la sola stella bianca di classe A2V Alhakim (ι Cen, circa 3°, M=2,75), poi, proseguendo verso ovest lungo l’orizzonte, poco più in alto ritroveremo, rispettivamente, la debole ma estesa costellazione leggermente australe dell‘Idra femmina, con tutte visibili e in risalita, fra le quali, sul lato ovest, la più brillante binaria di classe F5V Alphard (α Hya, circa 31°, M=4,25), e ancora più ad ovest, nella “testa” dell’idra la quintupla Ashlesha (ε Hya, circa 40°, M=3,40), la gigante di classe G Minazal V (ζ Hya, circa 41°, M=3,10). Sopra l’idra femmina troveremo tre costellazioni australi: si tratta del Corvo con in evidenza la più brillante, la gigante bianco azzurra Gienah (γ Crv, circa 25°, M=2,55) e la più alta, la binaria (subgigante bianca A0IV + nana arancione K2V) Algorab (δ Crv, circa 26°, M=2,90) e del Cratere con la sua alfa, gigante arancione Alkes (α Crt, circa 26°, M=4,05), la quale, nonostante il nome, non è la più brillante della costellazione, essendo invece questa la sua delta, ovvero la gigante arancione classe K0III Labrum (δ Crt, circa 30°, M=3,55), seguita dalla debole costellazione australe del Sestante con in evidenza la gigante bianca Alfa Sextantis (α Sex, circa 42°, M=4,25), mentre, sotto l’Idra femmina scorgeremo la debole costellazione australe Macchina pneumatica con la gigante arancione Alfa Antliae (α Ant, circa 13°, M=4,05), e sotto di questa le stelle più alte di un’altra debole costellazione australe, la Vela, con le sole visibili, la bianca di classe A2V q Velorum (q Vel, circa 2°, M=3,85) e la binaria subgigante (F0IV+F3IV) ψ Velorum (ψ Vel, circa 2°, M=3,95), mentre più ad ovest ritroveremo un’altra australe, la Bussola con la più alta, la arancione Gamma Pyxidis (γ Pyx, circa 3°, M=4) e infine la Poppa, della quale sono visibili la gigante brillante bianco gialla Tureis (ρ Pup, circa 9°, M=2,80).
Sul lato SW, a partire dall’alto, sotto l’Orsa Maggiore troveremo in risalita la primaverile Leone Minore con la gigante red clump Praecipua (ο Lmi, circa 78°, M=3,75), che precede una importantissima costellazione primaverile, finalmente abbastanza alta: si tratta del Leone, con sul lato W in alto la gigante giallo-bianca di classe A0III Adhafera (ζ Leo, circa 66°, M=3,40), in coda la variabile δ Scuti di classe A4V Zosma (δ Leo, circa 65°, M=2,55), e poco più ad ovest di questa, la doppia gigante (K1-III + G7IIIb) Algieba (γ1 Leo, circa 63°, M=2,20), e infine la più brillante di tutte, poco più in basso, detta anche “il petto del Leone”, la splendente vicina (80 al) quadrupla (azzurra B5V + pre nana bianca + nana arancione + nana rossa) Regolo (α Leo, circa 54°, M=1,35), mentre più in alto, sul lato est della coda, vi è la spettacolare variabile δ Scuti Denebola (β Leo, circa 58°, M=2,10), classico target per astrofili. Proseguendo verso il basso, sul lato est troveremo in leggera discesa mentre dall’altro lato, sotto il Leone, troveremo in discesa, abbagliata dalla Luna, la zodiacale tardo invernale/primaverile, ma debole Cancro, con le due più brillanti, la tripla (binaria bianca + nana rossa) Acubens (α Cnc, circa 46°, M=4,25) e la più bassa, la gigante arancione Al Tarf (β Cnc, circa 38°, M=4,50).

Sul lato ovest, fra il leone minore e il cancro, ritroveremo in discesa le stelle della Lince, da W verso E rispettivamente, la binaria spettroscopica 2 Lyncis (2 Lyn, circa 46°, M=4,40), la doppia gigante gialla 15 Lyncis (15 Lyn, circa 50°, M=4,35), la stella di sequenza principale 21 Lyncis (21 Lyn, circa 53°, M=4,60), la gigante arancione Alsciaukat (31 Lyn, circa 60°, M=4,50), la doppia (2 nane gialle) 10 Ursae Majoris (10 Uma, circa 66°, M=4,15) laddove, nonostante il nome, negli anni 20 fu correttamente ricollocata nella Lince, la debole bright giant HD 77912 (HR3612, circa 66°, M=4,55), la doppia bianco-blu 38 Lyncis (38 Lyn, circa 67°, M=3,90), e infine la più brillante, la gigante arancione α Lyncis (α Lyn, circa 66°, M=3,10). Sotto di questa, a W del Cancro, abbagliata da Giove, ritroveremo sul viale del tramonto , la splendida costellazione invernale dei Gemelli, con ad ovest la sestupla visuale subgigante bianca θ Geminorum (θ Gem, circa 40°, M=3, 60), poco più ad est la quadrupla visuale gigante arancione τ Geminorum (τ Gem, circa 41°, M=4,40), e sotto di questa la supergigante gialla Mebsuta (ε Gem, circa 34°, M=3,05), la gigante rossa variabile irregolare Tejat posterior (μ Gem, circa 28°, Mmedia=2,85), la gigante rossa tripla Propus (η Gem, circa 27°, M=3,30) e infine la red clump tripla 1 Geminorum (1 Gem, circa 25°, M=4,75). Le più alte invece son proprio le più luminose, ovvero ad ovest l’inconfondibile sestupla (3 sistemi binari, due binarie spettroscopiche bianche + una binaria rossa) Castore (α Gem, circa 47°, M=1,90) e, nonostante Bayer le abbia assegnato la lettera β, ad est la più brillante gigante arancione Polluce (β Gem, circa 46°, M=1,15). In basso, ad est dei Gemelli, sotto il Cancro, ritroveremo in rapida discesa l’invernale Cane Minore con la brillantissima e vicinissima (appena 11 al!) doppia bianca Procione (α Cmi, circa 40°, M=0,4) e la doppia blu variabile eruttiva Gomeisa (β Cmi, circa 29°, M=2,85). Poi, subito sotto questa, si scorgerà a malapena la debole costellazione dell’Unicorno con la più brillante gigante gialla, da E verso W, α Monocerotis (α Mon, circa 9°, M=3,90), che si frappone fra i due cani, fra i quali il più basso, ormai al tramonto, l’invernale Cane Maggiore con la stella più splendida del cielo notturno, a noi vicinissima, poco più di 8 anni luce: si tratta della doppia bianca Sirio (α Cma, circa 4°, M=-1,45), ormai bassissima, che fu risolta (ovvero fu scoperto che era binaria) da Clark nel 1862, nonostante, molto misteriosamente, la popolazione Maliana dei Dogon affermava che fosse una doppia, forse per motivi di sacralità e credenze religiose.
Ci sta per salutare, sotto i Gemelli, anche la più evidente fra le costellazioni invernali, l’inconfondibile Orione, ove spiccano fra le più alte la supergigante azzurra χ2 Orionis (χ2 Ori, circa 23°, M=4,60), la gialla χ1 Orionis (χ1 Ori, circa 21°, M=4,35),e più in basso la gigante blu binaria Meissa (λ Ori, circa 11°, M=3,50), e dall’altro lato, quello dell’arco spiccato dal cacciatore celeste, molto in basso, da est verso ovest, nell’ordine la più alta, tripla bianca Al Tai IV ( π1 Ori, circa 5°, M=4,60), la nana bianca di sequenza principale Al Tai I (π2 Ori, circa 3°, M=4,35), la doppia bianco giallastra Tabit (π3 Ori, circa 2°, M=3,15), mentre la splendida brillantissima gigante blu, la gigante nativa più vicina a noi, Bellatrix (γ Ori, M=1,60) è già tramontata, ma sono ancora visibili le tre stelle della cintura, nell’ordine da W verso E rispettivamente: la sestupla (tripla + nana gialla + binaria ad eclisse) Mintaka (δ Ori,circa 4°, M=2,40), la supergigante blu Alnilam (ε Ori, circa 4°, M=1,60) e la tripla (doppia + gigante blu) Alnitak (ζ Ori, circa 4°, M=1,65). Sopra quest’ultima in direzione E si scorge la più luminosa, la famosa supergigante rossa, forse prossima alla sua esplosione in supernova, Betelgeuse (α Ori, circa 13°, M=0,45), distante circa 560 al dal nostro pianeta, e proprio per questo osservata speciale: da circa un millennio non si verifica una esplosione di supernova nella nostra galassia, e e a memoria d’uomo mai così vicina.
A Ovest dei Gemelli ritroveremo l’invernale Auriga con la sua stella più brillante, una circumpolare (che non tramonta mai) la brillantissima quadrupla e vicina (43 al) Capella (α Aur, circa 32°, Mmedia=0,05) e la più alta binaria ad eclisse, anch’essa circumpolare, Melkalinian (β Aur, circa 37°, Mmedia=1,99) e proprio sotto di questa troveremo, in rapida discesa, l’importante costellazione invernale del Toro, nella quale, noteremo, come stella più alta la gigante blu, condivisa con l’Auriga (detta anche γ Aur) El Nath (β Tau, circa 22°, M=1,65), poi procedendo verso il basso l’inconfondibile splendida gigante arancione (in realtà doppia) Aldebaran (α Tau, circa 6°, M=1,65), distante solo 66 anni luce da noi.Procedendo poi verso ovest, poco distante da Venere e abbagliata da questo, ritroveremo in discesa l’ammasso stellare aperto delle splendide e spettacolari Pleiadi (M44, circa 4°, M(Alcione)=2,85) e infine la più bassa visibile dellla costellazione, la gigante arancione, nonchè stella più brillante delle Iadi Prima Hyadum (γ Tau, circa 3°, M=3,65).

Sull’orizzonte Nord, sotto Dubhe dell’Orsa Maggiore, troveremo in risalita la debole ma estesa costellazione del Drago, e cominciando dalla “testa”, stavolta rivolta verso l’orizzonte in basso, vedremo la splendida doppia arancione Eltanin (γ Dra, circa 28°, M=2,20)e la supergigante gialla Rastaban (β Dra, circa 32°, M=2,35) , mentre più su (la terza della “coda”), scorgeremo la stella alfa, nonostante il nome non la più brillante ma la più famosa in quanto circa 3 millenni fa fu la stella polare, è la doppia blu Thuban (α Dra, circa 60°, M=3,65). Circondata dal Drago stesso verso ovest, troveremo dapprima l’Orsa Minore con la più bassa Polaris (α Umi, circa 45°, M=1,96) a mezzocielo, mentre la più alta sarà la doppia rossa, in leggera risalita, Kochab (β Umi, circa 52°, M=2.05), e ad est di questa costellazione,
Sul lato NW, troveremo, in ordine di altezza ma in discesa, la debole e circumpolare Camelopardis , con la più brillante α Cam (circa 39°, M=4,25), poi sotto di questa troveremo sempre in discesa Perseo, dove dominano la brillante supergigante gialla classe F5 Mirfalk (α Per, circa 20°, M=1,75) e la tripla (binaria ad eclisse + bianca A5) Algol (β Peg, circa 11°, Mmedia=2,05), fortemente variabile, capostipite delle cd. “variabili Algol”, detta anche “stella del diavolo” per i suoi repentini cambiamenti di luminosità., e sotto di questa le ultime stelle della tardo autunnale Andromeda , con la sola visibile più alta, la quadrupla (gigante arancione + binaria spettroscopica + stella di classe A0) Alamach (γ1 And, circa 6°, M=2,15), e sotto di questa le ultime propaggini della costellazione dell’inconfondibile Triangolo con la sola visibile, la gigante bianca A5III Deltotum (β Tri, circa 1°, M=3), con la subgigante bianca variabile rotante Mothallah (α Tri, M=3,40) già tramontata. Sotto l’Orsa minore e il Drago scorgeremo l’inconfondibile sagoma a “casetta” di Cefeo con la subgigante bianca Alderamin (α Cep, circa 20°, M=2.45), a W di questa la bellissima, brillante e inconfondibile, per la sua perfetta forma a W, la costellazione circumpolare di Cassiopea con la multipla variabile Shedar (α Cas, circa 13°, M=2.20), e sotto il piccolo carro le più alte stelle della testa della debole costellazione della Lucertola con la circumpolare bianca di sequenza principale α Lacertae (α Lac, circa 6°, M=3.75).

Infine, passiamo all’Orizzonte Est, dove, sul lato NE, sotto la sopracitata Boote troveremo dapprima la primaverile Corona Boreale ormai alta, dove spicca la binaria ad eclisse (A0V+G5V) Gemma o Alphecca (α CrB, circa 35°, M=2.20), mentre la più alta è la binaria spettroscopica variabile rotante (classificata come stella a rapida oscillazione Ap, sottotipo delle variabili α2 CnV) di classe F0p, peculiare per la presenza di elementi transferrici come Sr e Eu, Nusakan (β CrB, circa 38°, Mmedia=3,65). Sotto di questa, sempre sul lato NE, ritroveremo l’inconfondibile sagoma della primaverile Ercole con la sua brillante gigante gialla di classe G7III Kornephoros (β Her, circa 22°, M=2,75), mentre la più alta risulta essere la nana gialla, simile al nostro Sole ma molto più vecchia (7,5 Gy), χ Herculis (χ Her, circa 41°, M=4,60), distante solo 52 anni luce. Sotto di questa, sempre a NE, compaiono le prime costellazioni estive, fra le quali spicca la boreale Cigno con la supergigante blu molto giovane (11,6 Ma) ma anche molto distante (ca. 2600 al) di classe A2Iae Deneb (α Cyg, circa 6°, M=1,25), che con Vega e Altair forma lo spettacolare triangolo estivo, e la supergigante gialla binaria ad eclisse di classe F8Ib Sadr (γ Cyg, circa 4°, M=2,25). Sempre sul lato NE, ma più verso S, comparirà l’estiva Lira con l’inconfondibile bianca di sequenza principale, di classe A0Va Vega (α Lyr, circa 14°, M=0), stella di riferimento per i valori di magnitudine.

*********************************************************************************************************************

A completare il basso orizzonte SW, sotto il Toro e Orione, partendo da Rigel, troveremo l’estesa ma debole costellazione invernale dell’Eridano, a cominciare dall’alto, vicino Rigel dell’Orione, la gigante bianca Cursa (β Eri, circa 39°, M=2,75), poco più in basso la pi brillante subgigante arancione e vicina (circa 30 al.) Rana (δ Eri, circa 35°, M=3,50) e ancora più in basso la gigante arancione Azha (η Eri, circa 36°, M=3,85). Sempre sull’orizzonte SW si scorgeranno le stelle più alte della costellazione australe della debole Fornace con Dalim (α For, circa 8°, M=3,90) la sola visibile, e procedendo sull’orizzonte ancora verso ovest, proprio sotto al Toro, ritroveremo in discesa le stelle di Cetus, delle quali le più occidentale è la binaria spettroscopica supergigante gialla Al Kaff Al Jidhmah I (ξ1 Cet, circa 31°, M=4,35) e la più alta è la gigante azzurra Lambda Ceti ( λ Cet, circa 39°, M=4,70), mentre le più brillanti visibili sono rispettivamente la gigante rossa Menkar (α Cet, circa 35°, M=2,50) e la tripla (gigante bianca + gigante celeste + nana arancione) Kaffaljidhma (γ Cet, circa 32°, M=3,65),

Passando all’orizzonte Ovest, sotto l’Auriga e W della Luna ritroveremo ancora Subito sotto di questa costellazione, scorgeremo sempre in rapida discesa la tripla Alamach (zodiacale Ariete con la sua gigante arancione Hamal (α Ari, circa 41°, M=2,05), mentre leggermente ad ovest di questa in discesa troveremo dapprima , mentre ancora più ad ovest di questa, anch’essa in discesa troveremo un’importante costellazione autunnale:

Sotto Ariete e a est di Andromeda, da W a SW, troveremo in discesa una debole, ma estesa costellazione zodiacale: i Pesci con in la sua gigante gialla Gamma Piscium (γ Psc, M=4,30) già tramontata, e la doppia bianca Alresha (α Psc, circa 25°, M=1,25), mentre sotto Andromeda, a completare l’orizzonte W -NW, si ritroverà bassissima l’autunnale Pegaso con la sua gigante rossa Guaina (β Peg, circa 13°, M=2,40) e la brillante gigante blu Markab (α Peg, circa 3°, Mmedia=2,45). A ovest di quest’ultima


Sul lato NW troveremo

A completare l’orizzonte NW troveremo sul viale del tramonto le stelle più alte della spettacolare e inconfondibile costellazione estiva del
Sul lato NE, a cominciare dall’alto, a fianco di Camelopardis troviamo

A completare il basso orizzonte NE, sotto l’Orsa Maggiore

Infine, sull’orizzonte Est si affacciano le prime costellazioni primaverili. Sul lato SE, Le più alte, che sono ancora costellazioni invernali, le abbiamo già viste, ovvero in ordine di altezza, sotto l’Auriga, troveremo i Gemelli, troveremo la
Sul lato NE, invece, ad est dell’Orsa Maggiore e sotto la Lince, spicca la

Come sciami meteorici, proprio nei pressi della sopracitata Vergine troveremo il solito Antihelion (ZHR=4, H=8°),

Programma

19:30- 20:00

Osservazione di Giove

20:00 – 20:30

Osservazione della Luna