Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna del 27/04/2026 ore 22:00

Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali.

Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna

Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le stelle, dove potrai osservare pianeti, stelle e galassie attraverso potenti telescopi. L’evento inizia il Venerdì 27 Aprile 2026 alle 22:00 a Pino Torinese. Non perdere questa straordinaria opportunità di esplorare l’universo!

Screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 27 Aprile 2026 h 23:00
Screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 27 Aprile 2026 h 23:00

Sole sorge alle 6:31 e tramonta alle 20:24 (fine crepuscolo astronomico 22:18)

Luna e Pianeti visibili

  • Luna sorge alle 12:34 [+6:03′], culmina alle 20:19 (69°) e tramonta alle 03:20 [+6:56′] – altezza: 57° (22:00)– 48° (23:00) – visibile al tramonto (63°) – In Cancro, in congiunzione con Giove.
  • Giove sorge alle 10:55 [+4:24′], culmina alle 18:37 (68°) e tramonta alle 02:16 [+5:52′] – altezza: 43° (22:00) – 33° (23:00) – visibile al tramonto (59°)-In Gemelli, in congiunzione stretta fra Wasat e in congiunzione con la Luna, in opposizione il 10/1, in congiunzione eliaca il 29/7

Pianeti non visibili per scarsa altezza

  • Venere sorge alle 7:09 [+0:50′], culmina alle 13:46 (54°) e tramonta alle 20:24 [+1:32′] – altezza: 4° (20:00) / -7° (21:00)– visibile al tramonto (9°) – in congiunzione superiore il 06/01, in massima elongazione est (45°.9′) il 15/08.

Pianeti non visibili per inquinamento luminoso

  • Urano sorge alle 08:36 [+2:17′], culmina alle 16:02 (65°) e tramonta alle 23:28 [-6:51′] – altezza: 35° (20:00) – 24° (21:00) – visibile al tramonto (47°), al crepuscolo serale e di sera In Toro, in congiunzione con le Pleiadi, in opposizione il 21/11/2025, in congiunzione eliaca il 22/05.

Pianeti non visibili per scarsa altezza e inquinamento luminoso

Pianeti non visibili per congiunzione eliaca

  • Saturno sorge alle 06:36 [+0:17′], culmina alle 12:38 (45°) e tramonta alle 18:39 [-0:13′] – non visibile perchè in congiunzione eliacain congiunzione eliaca il 25/03, in opposizione il 04/10.
  • Nettuno sorge alle 6:26 [+0:07′], culmina alle 12:26 (44°) e tramonta alle 18:27 [-0:25′] – Non visibile perchè vicino alla congiunzione eliaca In congiunzione eliaca il 22/03, in opposizione il 26/09,

Pianeti non visibili

  • Mercurio sorge alle 7:37 [+0:26′], culmina alle 13:39 (44°) e tramonta alle 19:43 [+1:30] – visibile al tramonto (13°) –In massima elongazione ovest (18°.2′) il 19/02, in congiunzione inferiore il 07/03.
  • Venere sorge alle 7:46 [+0:35′], culmina alle 13:28 (38°) e tramonta alle 19:11 [+0:58′] – visibile con difficoltà al tramonto (9°) – in congiunzione superiore il 06/01, in massima elongazione est (45°.9′) il 15/08.
  • Marte sorge alle 6:59 [-0:12′], culmina alla 12:03 (31°) e tramonta alle 17:07[-1:06′] – visibile con difficoltà all’alba (2°), in congiunzione eliaca il 09/01, in opposizione il 19/02/2027 .

Altri oggetti celesti

Allo zenit ritroveremo in leggera risalita le stelle della Lince, da SW verso SE rispettivamente, la binaria spettroscopica 2 Lyncis (2 Lyn, circa 68°, M=4,40), la doppia gigante gialla 15 Lyncis (15 Lyn, circa 72°, M=4,35), la stella di sequenza principale 21 Lyncis (21 Lyn, circa 81°, M=4,60), la gigante arancione Alsciaukat (31 Lyn, circa 87°, M=4,50), la doppia (2 nane gialle) 10 Ursae Majoris (10 Uma, circa 81°, M=4,15) laddove, nonostante il nome, negli anni 20 fu correttamente ricollocata nella Lince, la debole bright giant HD 77912 (HR3612, circa 78°, M=4,55), la doppia bianco-blu 38 Lyncis (38 Lyn, circa 75°, M=3,90), e infine la più brillante, la gigante arancione α Lyncis (α Lyn, circa 72°, M=3,10). Sul lato Nord dello zenit, anch’essa in risalita, troveremo l’estesa e grande costellazione circumpolare dell’Orsa Maggiore, con la più bassa, gigante bianco-azzurra Alkaid (η Ursae majoris, circa 36°, M=1.85) e poco distante più in alto, la magnifica doppia Mizar (ζ Ursae Majoris, circa 423°, M=2,20), top target per gli astrofili a tutte le stagioni, mentre procedendo più sopra, ci sarà la doppia brillante e inconfondibile Dubhe (α Uma, circa 60°, M=2), poco più in basso Taiyangshou (χ Uma, circa 54°, M=3,65), mentre poco più su di Dubhe vi sarà la doppia gigante gialla Mushida (ο Uma, circa 74°, M=3,35), ma le più alte saranno rispettivamente la quadrupla (binaria spettroscopica bianca/nana bianca + doppia nana rossa) Talitha borealis (ι Uma, circa 81°, M=3,10) e e la binaria bianca di classe A Talitha Australis (ϰ Uma, circa 80°, M=3,10).

Proseguendo sul meridiano (S), a cominciare dal lato Sud-Est, in ordine di altezza, troveremo in risalita, proprio sotto la Lince la primaverile Leone Minore con la gigante red clump Praecipua (ο Lmi, circa 57°, M=3,75), che precede una importantissima costellazione primaverile, finalmente abbastanza alta: si tratta del Leone, con la doppia gigante (K1-III + G7IIIb) Algieba (γ1 Leo, circa 53°, M=2,20), e la più brillante di tutte, poco più in basso, detta anche “il petto del Leone”, la splendente vicina (80 al) quadrupla (azzurra B5V + pre nana bianca + nana arancione + nana rossa) Regolo (α Leo, circa 49°, M=1,35), mentre ancora più in basso, sul lato della coda, vi è la spettacolare variabile δ Scuti Denebola (β Leo, circa 35°, M=2,10). Al basso orizzonte SE fa capolino la costellazione tardo primaverile Vergine con la più alta, la gigante rossa di classe M Ni Virginis (ν Vir, circa 30°, M=4), poco più in basso la doppia bianca di classe F0V Porrima (γ Tau, circa 15°, M=3,40). Sempre sul lato SE, poco a ovest del Leone, a cominciare dall’alto troveremo in risalita la zodiacale tardo invernale/primaverile, ma debole Cancro, con le due più brillanti, la tripla (binaria bianca + nana rossa) Acubens (α Cnc, circa 55°, M=4,25) e la gigante arancione Al Tarf (β Cnc, circa 54°, M=4,50). Completa l’orizzonte basso SE in leggera risalita la debole costellazione leggermente australe dell‘Idra femmina, con quasi tutte visibili, fra le quali la quintupla Ashlesha (ε Hya, circa 51°, M=3,40), la gigante di classe G Minazal V (ζ Hya, circa 50°, M=3,10), e finalmente visibile la più brillante binaria di classe F5V Alphard (α Hya, circa 34°, M=4,25), e poco più ad est di questa, alcune deboli costellazioni australi a completare l’orizzonte SE: la più alta, ad est della precedente, è il Sestante con in evidenza la gigante bianca Alfa Sextantis (α Sex, circa 38°, M=4,25), e sotto di queste ritroveremo lungo l’orizzonte, da SE verso S, rispettivamente, il Corvo con la sola visibile, la gigante bianco azzurra Gienah (γ Crv, circa 7°, M=2,55), il Cratere con la sua alfa, gigante arancione Alkes (α Crt, circa 16°, M=4,05), la quale, nonostante il nome, non è la più brillante della costellazione, essendo invece questa la sua delta, ovvero la gigante arancione classe K0III Labrum (δ Crt, circa 45°, M=3,55), la debole Macchina pneumatica con la gigante arancione Alfa Antliae (α Ant, circa 8°, M=4,05).

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brillantissima costellazione dell’ Auriga con la sua stella più brillante, una circumpolare (che non tramonta mai) posta proprio in prossimità del polo nord azimutale, la brillantissima quadrupla e vicina (43 al) Capella (α Aur, circa 89°, Mmedia=0,05) mentre la binaria ad eclisse, anch’essa circumpolare, Melkalinian (β Aur, circa 83°, Mmedia=1,99) è poco più verso SE e poco più bassa.

l’Auriga, la splendida costellazione dei Gemelli, con la più alta, la sestupla visuale subgigante bianca θ Geminorum (θ Gem, circa 69°, M=3, 60), poco più ad est la quadrupla visuale gigante arancione τ Geminorum (τ Gem, circa 63°, M=4,40), verso S la supergigante gialla Mebsuta (ε Gem, circa 64°, M=3,05), la gigante rossa variabile irregolare Tejat posterior (μ Gem, circa 64°, Mmedia=2,85),la gigante rossa tripla Propus (η Gem, circa 65°, M=3,30) e infine la red clump tripla 1 Geminorum (1 Gem, circa 66°, M=4,75). Queste le più alte, mentre le principali, l’inconfondibile sestupla (3 sistemi binari, due binarie spettroscopiche bianche + una binaria rossa) Castore (α Gem, circa 50°, M=1,90) e, nonostante Bayer le abbia assegnato la lettera β, la più brillante gigante arancione Polluce (β Gem, circa 56°, M=1,15). Proprio sotto quest’ultima e il Toro, ma più spostata verso l’orizzonte S, è completamente visibile un’altra inconfondibile costellazione invernale, che fa da riferimento tramite la sua celebre cintura: si tratta di Orione, ove spiccano fra le più alte la supergigante azzurra χ2 Orionis (χ2 Ori, circa 63°, M=4,60), la gialla χ1 Orionis (χ1 Ori, circa 64°, M=4,35),e poco più verso W, la gigante blu binaria Meissa (λ Ori, circa 55°, M=3,50), e dall’altro lato, quello dell’arco spiccato dal cacciatore celeste, da est verso ovest, nell’ordine la più alta, tripla bianca Al Tai IV ( π1 Ori, circa 55°, M=4,60), la nana bianca di sequenza principale Al Tai I (π2 Ori, circa 53°, M=4,35), la doppia bianco giallastra Tabit (π3 Ori, circa 51°, M=3,15), poi, più in basso verso est, la splendida brillantissima gigante blu, la gigante nativa più vicina a noi, Bellatrix (γ Ori, circa 51°, M=1,60), più in basso verso ovest le tre stelle della cintura, nell’ordine da W verso E rispettivamente: la sestupla (tripla + nana gialla + binaria ad eclisse) Mintaka (δ Ori,circa 45°, M=2,40), la supergigante blu Alnilam (ε Ori, circa 44°, M=1,60) e la tripla (doppia + gigante blu) Alnitak (ζ Ori, circa 43°, M=1,65). Sopra quest’ultima in direzione E si scorge la più luminosa, la famosa supergigante rossa, forse prossima alla sua esplosione in supernova, Betelgeuse (α Ori, circa 52°, M=0,45), distante circa 560 al dal nostro pianeta, e proprio per questo osservata speciale: da circa un millennio non si verifica una esplosione di supernova nella nostra galassia, e e a memoria d’uomo mai così vicina. Dall’altro lato della cintura, stavolta sotto Mintaka ma verso ovest, in posizione simmetrica a Betelgeuse scorgiamo la seconda stella più brillante di questa costellazione, la brillantissima, splendida, inconfondibile, la supergigante blu variabile Rigel (β Ori, circa 37°, M=0,15).
Secondo la leggenda ellenica tramandata da Apollodoro, Orione era un gigantesco abile cacciatore figlio di Poseidone, il quale corteggiò Merope, figlia del Re di Chio Enopo, il quale, adirato per l’affronto (a quei tempi un cacciatore era considerato un selvaggio), lo fece accecare. Fu dunque esiliato a Lemno ove il dio del fuoco Efesto, impietosito dalla sua storia, lo affidò al figlio Cedalione affinchè lo conducesse verso est, dove nasceva il Sole e risiedeva la dea dell’Aurora Eos, la quale gli ridonò la vista e si innammorò del gigante, prendendolo come sposo. Felice per tutto questo, egli continuò incessantemente a cacciare seguito dal fedele cane Sirio (ne parleremo dopo della splendida stella a lui associata). La dea della caccia Artemide (la romana Diana), si invaghì anch’essa, nonostante la sua condotta di castità, ma Orione la respinse, per Amore della sua splendida sposa Eos. La dea apprezzò il suo gesto, ma allorquando il prode cacciatore cominciò a corteggiare e a molestare le bellissime sette sorelle Pleiadi (del quale ammasso abbiamo già parlato), figlie di Atlante., costoro, sapendo della gelosia di Artemide verso il cacciatore, ne parlarono con la dea, la quale, adirata e preda della gelosia, decise di vendicarsi tramite il suo fedele servitore Scorpione, il quale, introdottosi nella tenda del cacciatore, lo punse con il suo potente veleno uccidendolo. Il fedele Sirio, ululò al cielo il suo lamento, il quale fu udito da Zeus, il quale, dapprima fulminò lo scorpione portandolo nel basso cielo estivo. A Orione e Sirio fu concesso l’alto cielo invernale che essi illuminarono, e il re degli dei, per una sorta di complicità (Orione e Zeus erano entrambi dei gran seduttori), piazzò a poca distanza le stesse Pleiadi, inseguite dal cacciatore e dai suoi due cani (maggiore e minore, ne parleremo fra poco) ma mai raggiunte. Inoltre mise al sicuro il gigantesco cacciatore dagli attacchi del suo nemico Scorpione, facendo tramontare l’uno quando sorgeva l’altro (Orione compare d’inverno e lo Scorpione in estate), in modo che questi non si incontrassero mai.
Continuiamo l’esplorazione del lato SE: molto ad Est, sotto i Gemelli, scorgeremo molto bassa la costellazione del Cane Minore con la brillantissima e vicinissima (appena 11 al!) doppia bianca Procione (α Cmi, circa 40°, M=0,4) e la doppia blu variabile eruttiva Gomeisa (β Cmi, circa 44°, M=2,85). Poi, subito sotto questa, si scorgerà a malapena la debole costellazione dell’Unicorno con la più brillante gigante gialla α Monocerotis (α Mon, circa 37°, M=3,90), che si frappone fra i due cani: infatti, sotto Orione troveremo la classica preda del cacciatore astrale, inseguita dal suo Cane Maggiore più in basso: si tratta della splendida Lepre con la sua alfa, la supergigante gialla Arneb (α Lep, circa 27°, M=2,55), e poco più in basso la sua beta, la gigante brillante gialla Nihal (β Lep, circa 24°, M=2,80). Sotto la Lepre poco più verso E, , si trova finalmente il Cane Maggiore con la stella più splendida del cielo notturno, a noi vicinissima, poco più di 8 anni luce: si tratta della doppia bianca Sirio (α Cma, circa 25°, M=-1,45), che fu risolta (ovvero fu scoperto che era binaria) da Clark nel 1862, nonostante, molto misteriosamente, la popolazione Maliana dei Dogon affermava che fosse una doppia, forse per motivi di sacralità e credenze religiose. A completare l’orizzonte SE, nell’ordine, da E verso W troveremo 4 costellazioni australi: la Bussola della quale la sola visibile è la arancione Gamma Pyxidis (γ Pyx, circa 3°, M=4), la Poppa, della quale sono visibili la gigante brillante bianco gialla Tureis (ρ Pup, circa 11°, M=2,80), la supergigante gialla Asmidiske (ξ Pup, circa 12°, M=3,30) e più in basso la arancione di classe K3 Ahadi (π Pup, circa 4°, M=2,85), la debole e bassa Colomba con la subgigante blu Phakt (α Col, circa 11°, M=2,65), e infine l’australe Bulino con la sola visibile, la binaria spettroscopica bianca β Caeli ( β Cae, circa 8°, M=5,04).
Passiamo ora al lato Sud Ovest del cielo. A cominciare dall’alto, proprio sotto l’Auriga troveremo l’importante costellazione invernale del Toro, nella quale, noteremo, come stella più alta la gigante blu, condivisa con l’Auriga (detta anche γ Aur) El Nath (β Tau, circa 61°, M=1,65), poi procedendo verso il basso l’inconfondibile splendida gigante arancione (in realtà doppia) Aldebaran (α Tau, circa 60°, M=1,65), distante solo 66 anni luce da noi.Procedendo poi verso ovest, poco distante da Urano ritroveremo in discesa l’ammasso stellare aperto delle splendide e spettacolari Pleiadi (M44, circa 57°, M(Alcione)=2,85) e procedendo verso il basso, la più bassa dellla costellazione, sempre in discesa, è la binaria spettroscopica con componente principale gigante gialla Omicron Tauri (ο Tau, circa 43°, M=3,60), mentre più in alto sul ramo principale si scorgerà la tripla variabile Algol con binaria ad eclisse Lambda Tauri (λ Tau, circa 50°, M=3,40), la gigante arancione, nonchè stella più brillante delle Iadi Prima Hyadum (γ Tau, circa 55°, M=3,65). A completare il basso orizzonte SW, sotto il Toro e Orione, partendo da Rigel, troveremo l’estesa ma debole costellazione invernale dell’Eridano, a cominciare dall’alto, vicino Rigel dell’Orione, la gigante bianca Cursa (β Eri, circa 39°, M=2,75), poco più in basso la pi brillante subgigante arancione e vicina (circa 30 al.) Rana (δ Eri, circa 35°, M=3,50) e ancora più in basso la gigante arancione Azha (η Eri, circa 36°, M=3,85). Sempre sull’orizzonte SW si scorgeranno le stelle più alte della costellazione australe della debole Fornace con Dalim (α For, circa 8°, M=3,90) la sola visibile, e procedendo sull’orizzonte ancora verso ovest, proprio sotto al Toro, ritroveremo in discesa le stelle di Cetus, delle quali le più occidentale è la binaria spettroscopica supergigante gialla Al Kaff Al Jidhmah I (ξ1 Cet, circa 31°, M=4,35) e la più alta è la gigante azzurra Lambda Ceti ( λ Cet, circa 39°, M=4,70), mentre le più brillanti visibili sono rispettivamente la gigante rossa Menkar (α Cet, circa 35°, M=2,50) e la tripla (gigante bianca + gigante celeste + nana arancione) Kaffaljidhma (γ Cet, circa 32°, M=3,65),

Passando all’orizzonte Ovest, sotto l’Auriga e W della Luna ritroveremo ancora Perseo, dove dominano la brillante supergigante gialla classe F5 Mirfalk (α Per, circa 65°, M=1,75) e la tripla (binaria ad eclisse + bianca A5) Algol (β Peg, circa 61°, Mmedia=2,05), fortemente variabile, capostipite delle cd. “variabili Algol”, detta anche “stella del diavolo” per i suoi repentini cambiamenti di luminosità. Subito sotto di questa costellazione, scorgeremo sempre in rapida discesa la tripla Alamach (zodiacale Ariete con la sua gigante arancione Hamal (α Ari, circa 41°, M=2,05), mentre leggermente ad ovest di questa in discesa troveremo dapprima l’inconfondibile Triangolo con la sua subgigante bianca variabile rotante Mothallah (α Tri, circa 42°, M=3,40), mentre ancora più ad ovest di questa, anch’essa in discesa troveremo un’importante costellazione autunnale:Andromeda , con la sua stella visibile più alta, la quadrupla (gigante arancione + binaria spettroscopica + stella di classe A0) Alamach (γ1 And, circa 50°, M=2,15), e più in basso la brillante binaria spettroscopica azzurra Alpherats o Sirrah (α And, circa 23°, M=2,05) condivisa con Pegaso, detta anche δ Peg, e l’affascinante Galassia di Andromeda (M31, circa 36°, M=3,4) visibile anche ad occhio nudo, in tutta la sua bellezza, nonostante la notevole distanza (2.5 Mal) da noi. Per individuarla, si segue uno dei bracci verticali di andromeda, il più ad ovest, in direzione NW a partire dalla gigante rossa Mirach (β And, circa 38°, M=2,05), proseguendo per la bianca Mu Andromedae (μ And, circa 37°, M=3,85) e la binaria spettroscopica Ni Andromedae (ν And, circa 37°, M=4,50), dove nelle sue vicinanze si scorge la galassia. Sotto Ariete e a est di Andromeda, da W a SW, troveremo in discesa una debole, ma estesa costellazione zodiacale: i Pesci con in la sua gigante gialla Gamma Piscium (γ Psc, M=4,30) già tramontata, e la doppia bianca Alresha (α Psc, circa 25°, M=1,25), mentre sotto Andromeda, a completare l’orizzonte W -NW, si ritroverà bassissima l’autunnale Pegaso con la sua gigante rossa Guaina (β Peg, circa 13°, M=2,40) e la brillante gigante blu Markab (α Peg, circa 3°, Mmedia=2,45). A ovest di quest’ultima la debole costellazione della Lucertola con la circumpolare bianca di sequenza principale α Lacertae (α Lac, circa 23°, M=3.75), e più in basso troveremo la debole 6 Lacertae (6 Lac, circa 18°, M=5,15).

All’antimeridiano, o orizzonte Nord, a cominciare dal lato NW, troveremo, in ordine di altezza, a destra Perseo in leggera risalita la debole e circumpolare Camelopardis , con la più brillante α Cam (circa 67°, M=4,25), poi sotto di questa troveremo in discesa la bellissima, brillante e inconfondibile, per la sua perfetta forma a W, la costellazione circumpolare di Cassiopea con la multipla variabile Shedar (α Cas, circa 42°, M=2.20) e più in basso, sotto la Lucertola l’inconfondibile sagoma a “casetta” di Cefeo con la subgigante bianca Alderamin (α Cep, circa 26°, M=2.45). Procedendo verso E, a partire dall’alto, troveremo dapprima l’Orsa Minore con Polaris (α Umi, circa 46°, M=1,96) a mezzocielo, mentre poco più in basso vedremo la doppia rossa, in leggera risalita, Kochab (β Umi, circa 33°, M=2.05), e ad est di questa costellazione, la debole ma estesa costellazione del Drago, e cominciando dalla “testa”, stavolta rivolta verso l’orizzonte in basso, vedremo la splendida doppia arancione Eltanin (γ Dra, circa 7°, M=2,20)e la supergigante gialla Rastaban (β Dra, circa 7°, M=2,35) , mentre più su e più a est (la terza della “coda”), scorgeremo la stella alfa, nonostante il nome non la più brillante ma la più famosa in quanto circa 3 millenni fa fu la stella polare, è la doppia blu Thuban (α Dra, circa 28°, M=3,65). A completare l’orizzonte NW troveremo sul viale del tramonto le stelle più alte della spettacolare e inconfondibile costellazione estiva del Cigno con Deneb (α Cyg, circa 8°, M=1,25) e Sadr (γ Cyg, circa 3°, M=2,25), una gialla binaria ad eclisse,ancora visibile, una supergigante blu molto giovane (11,6 Ma) ma anche molto distante (ca. 2600 al), che con Vega e Altair forma lo spettacolare triangolo estivo.
Sul lato NE, a cominciare dall’alto, a fianco di Camelopardis troviamo

A completare il basso orizzonte NE, sotto l’Orsa Maggiore la debole costellazione dei Canes Venatici (Cani da Caccia), con la nana gialla Chara (β Cvn, circa 21°, M=4,20) e la spettacolare doppia azzurra Cor Caroli (α2 Cvn, circa 21°, M=2,85). A completare l’orizzonte NE, procedendo verso E, fanno capolino sotto l’Orsa Maggiore le prime stelle di due importanti costellazioni primaverili: si tratta del Boote, della quale è solo visibile la gigante bianca, variabile δ Scuti Seginus (γ Boo, circa 3°, Mmedia=3), e della Chioma di Berenice, e fra le sole visibili troveremo la gigante arancione Al Dafirah (γ Com, circa 13°, M=4,35) e la relativamente vicina nana gialla Beta Comae Berenices (β Com, circa 6°, M=4,20).

Infine, sull’orizzonte Est si affacciano le prime costellazioni primaverili. Sul lato SE, Le più alte, che sono ancora costellazioni invernali, le abbiamo già viste, ovvero in ordine di altezza, sotto l’Auriga, troveremo i Gemelli, troveremo la
Sul lato NE, invece, ad est dell’Orsa Maggiore e sotto la Lince, spicca la

Come sciami meteorici, proprio nei pressi della sopracitata Vergine troveremo il solito Antihelion (ZHR=4, H=8°),

Programma

19:30- 20:00

Osservazione di Giove

20:00 – 20:30

Osservazione della Luna