Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna del 25/03/2026 ore 21:15

Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali.

Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna

Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le stelle, dove potrai osservare pianeti, stelle e galassie attraverso potenti telescopi. L’evento inizia il Mercoledì 25 Marzo 2026 alle 21:15 a Pino Torinese. Non perdere questa straordinaria opportunità di esplorare l’universo!

screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 25 Marzo 2026 h 21:45
Screenshot stellarium del cielo a Pino Torinese il 25 Marzo 2026 h 21:45

Sole sorge alle 6:19 e tramonta alle 18:52 (fine crepuscolo astronomico 20:32)

Luna e Pianeti visibili

  • Luna sorge alle 10:07 [+3:48′], culmina alle 18:35 (73°) e tramonta alle 02:59 [+8:48′] – altezza: 55° (21:15)– 44° (22:15) – visibile al tramonto (72°) – In Gemelli, in congiunzione con Giove.
  • Giove sorge alle 11:41 [+5:22′], culmina alle 19:23 (68°) e tramonta alle 03:05 [+8:13′] – altezza: 58° (21:15) – 49° (22:15) – visibile al tramonto (67°)-In Gemelli, in congiunzione stretta fra Wasat (delta geminis) e Mebsuta (epsilon geminis) e in congiunzione con la Luna, in opposizione il 10/1, in congiunzione eliaca il 29/7

Pianeti non visibili per scarsa altezza

Pianeti non visibili per inquinamento luminoso

  • Urano sorge alle 08:36 [+2:17′], culmina alle 16:02 (65°) e tramonta alle 23:28 [-6:51′] – altezza: 22° (21:15) – 11° (22:15) – visibile al tramonto (47°), al crepuscolo serale e di sera In Toro, in congiunzione con le Pleiadi, in opposizione il 21/11/2025, in congiunzione eliaca il 22/05.

Pianeti non visibili per scarsa altezza e inquinamento luminoso

Pianeti non visibili per congiunzione eliaca

  • Saturno sorge alle 06:36 [+0:17′], culmina alle 12:38 (45°) e tramonta alle 18:39 [-0:13′] – non visibile perchè in congiunzione eliacain congiunzione eliaca il 25/03, in opposizione il 04/10.
  • Nettuno sorge alle 6:26 [+0:07′], culmina alle 12:26 (44°) e tramonta alle 18:27 [-0:25′] – Non visibile perchè vicino alla congiunzione eliaca In congiunzione eliaca il 22/03, in opposizione il 26/09,

Pianeti non visibili

  • Mercurio sorge alle 7:37 [+0:26′], culmina alle 13:39 (44°) e tramonta alle 19:43 [+1:30] – visibile al tramonto (13°) –In massima elongazione ovest (18°.2′) il 19/02, in congiunzione inferiore il 07/03.
  • Venere sorge alle 7:09 [+0:50′], culmina alle 13:46 (54°) e tramonta alle 20:24 [+1:32′] – visibile al tramonto (9°) –in congiunzione superiore il 06/01, in massima elongazione est (45°.9′) il 15/08.
  • Marte sorge alle 6:59 [-0:12′], culmina alla 12:03 (31°) e tramonta alle 17:07[-1:06′] – visibile con difficoltà all’alba (2°), in congiunzione eliaca il 09/01, in opposizione il 19/02/2027 .

Altri oggetti celesti

Allo zenit ritroveremo in leggera risalita le stelle della Lince, da SW verso SE rispettivamente, la binaria spettroscopica 2 Lyncis (2 Lyn, circa 68°, M=4,40), la doppia gigante gialla 15 Lyncis (15 Lyn, circa 72°, M=4,35), la stella di sequenza principale 21 Lyncis (21 Lyn, circa 81°, M=4,60), la gigante arancione Alsciaukat (31 Lyn, circa 87°, M=4,50), la doppia (2 nane gialle) 10 Ursae Majoris (10 Uma, circa 81°, M=4,15) laddove, nonostante il nome, negli anni 20 fu correttamente ricollocata nella Lince, la debole bright giant HD 77912 (HR3612, circa 78°, M=4,55), la doppia bianco-blu 38 Lyncis (38 Lyn, circa 75°, M=3,90), e infine la più brillante, la gigante arancione α Lyncis (α Lyn, circa 72°, M=3,10). Sul lato Nord dello zenit, anch’essa in risalita, troveremo l’estesa e grande costellazione circumpolare dell’Orsa Maggiore, con la più bassa, gigante bianco-azzurra Alkaid (η Ursae majoris, circa 36°, M=1.85) e poco distante più in alto, la magnifica doppia Mizar (ζ Ursae Majoris, circa 423°, M=2,20), top target per gli astrofili a tutte le stagioni, mentre procedendo più sopra, ci sarà la doppia brillante e inconfondibile Dubhe (α Uma, circa 60°, M=2), poco più in basso Taiyangshou (χ Uma, circa 54°, M=3,65), mentre poco più su di Dubhe vi sarà la doppia gigante gialla Mushida (ο Uma, circa 74°, M=3,35), ma le più alte saranno rispettivamente la quadrupla (binaria spettroscopica bianca/nana bianca + doppia nana rossa) Talitha borealis (ι Uma, circa 81°, M=3,10) e e la binaria bianca di classe A Talitha Australis (ϰ Uma, circa 80°, M=3,10).

Proseguendo sul meridiano (S), a cominciare dal lato Sud-Est, in ordine di altezza, troveremo in risalita, proprio sotto la Lince la primaverile Leone Minore con la gigante red clump Praecipua (ο Lmi, circa 57°, M=3,75), che precede una importantissima costellazione primaverile, finalmente abbastanza alta: si tratta del Leone, con la doppia gigante (K1-III + G7IIIb) Algieba (γ1 Leo, circa 53°, M=2,20), e la più brillante di tutte, poco più in basso, detta anche “il petto del Leone”, la splendente vicina (80 al) quadrupla (azzurra B5V + pre nana bianca + nana arancione + nana rossa) Regolo (α Leo, circa 49°, M=1,35), mentre ancora più in basso, sul lato della coda, vi è la spettacolare variabile δ Scuti Denebola (β Leo, circa 35°, M=2,10). Al basso orizzonte SE fa capolino la costellazione tardo primaverile Vergine con la più alta, la gigante rossa di classe M Ni Virginis (ν Vir, circa 30°, M=4), poco più in basso la doppia bianca di classe F0V Porrima (γ Tau, circa 15°, M=3,40). Sempre sul lato SE, poco a ovest del Leone, a cominciare dall’alto troveremo in risalita la zodiacale tardo invernale/primaverile, ma debole Cancro, con le due più brillanti, la tripla (binaria bianca + nana rossa) Acubens (α Cnc, circa 55°, M=4,25) e la gigante arancione Al Tarf (β Cnc, circa 54°, M=4,50). Completa l’orizzonte basso SE in leggera risalita la debole costellazione leggermente australe dell‘Idra femmina, con quasi tutte visibili, fra le quali la quintupla Ashlesha (ε Hya, circa 51°, M=3,40), la gigante di classe G Minazal V (ζ Hya, circa 50°, M=3,10), e finalmente visibile la più brillante binaria di classe F5V Alphard (α Hya, circa 34°, M=4,25), e poco più ad est di questa, alcune deboli costellazioni australi a completare l’orizzonte SE: la più alta, ad est della precedente, è il Sestante con in evidenza la gigante bianca Alfa Sextantis (α Sex, circa 38°, M=4,25), e sotto di queste ritroveremo lungo l’orizzonte, da SE verso S, la parte più alta di ben 6 costellazioni australi: rispettivamente, il Corvo con la sola visibile, la gigante bianco azzurra Gienah (γ Crv, circa 7°, M=2,55), il Cratere con la sua alfa, gigante arancione Alkes (α Crt, circa 16°, M=4,05), la quale, nonostante il nome, non è la più brillante della costellazione, essendo invece questa la sua delta, ovvero la gigante arancione classe K0III Labrum (δ Crt, circa 45°, M=3,55), la debole Macchina pneumatica con la gigante arancione Alfa Antliae (α Ant, circa 8°, M=4,05), poi fa capolino la Vela con la sola visibile, la nana bianco-gialla ψ Velorum (ψ Vel , circa 3°, M=3,95), in risalita la Bussola ove la più alta è la arancione Gamma Pyxidis (γ Pyx, circa 17°, M=4) e la più brillante è invece la gigante blu Al Sumut (α Pyx, circa 12°, M=3,65), la Poppa, anch’essa in leggera risalita, della quale sono visibili la gigante brillante bianco gialla Tureis (ρ Pup, circa 20°, M=2,80), la supergigante gialla Asmidiske (ξ Pup, circa 20°, M=3,30) e più in basso la arancione di classe K3 Ahadi (π Pup, circa 6°, M=2,85), la debole e bassa, stavolta in discesa, Colomba con la subgigante blu Phakt (α Col,,M=2,65) già tramontata, e della quale la sola visibile è la gigante brillante gialla Delta Columbae (δ Col, circa 7°, M=3,85) e infine l’australe Bulino con la binaria spettroscopica bianca β Caeli ( β Cae, M=5,04) è già tramontata.
Sul lato SW, invece, a partire dall’alto, troveremo proprio sotto la Lince, abbagliata da Giove e dalla Luna la splendida costellazione dei Gemelli, con la più occidentale, la sestupla visuale subgigante bianca θ Geminorum (θ Gem, circa 78°, M=3, 60), poco più ad est la quadrupla visuale gigante arancione τ Geminorum (τ Gem, circa 75°, M=4,40), più in basso di quest’ultima la supergigante gialla Mebsuta (ε Gem, circa 69°, M=3,05), la gigante rossa variabile irregolare Tejat posterior (μ Gem, circa 65°, Mmedia=2,85),la gigante rossa tripla Propus (η Gem, circa 65°, M=3,30) e infine la red clump tripla 1 Geminorum (1 Gem, circa 64°, M=4,75). Le principali, e anche le più alte della costellazione sono rispettivamente l’inconfondibile sestupla (3 sistemi binari, due binarie spettroscopiche bianche + una binaria rossa) Castore (α Gem, circa 76°, M=1,90), la più alta dei Gemelli, e nonostante Bayer le abbia assegnato la lettera β, la più brillante gigante arancione Polluce (β Gem, circa 72°, M=1,15). Proprio sotto quest’ultima e l’Eridano, ma più spostata verso ovest, è completamente visibile un’altra inconfondibile costellazione invernale, stavolta in leggera discesa, che fa da riferimento tramite la sua celebre cintura: si tratta di Orione, ove spiccano fra le più alte la supergigante azzurra χ2 Orionis (χ2 Ori, circa 61°, M=4,60), la gialla χ1 Orionis (χ1 Ori, circa 60°, M=4,35),e poco più verso W, a W di Betelgeuse, la gigante blu binaria Meissa (λ Ori, circa 49°, M=3,50), mentre le più occidentali, quelle dell’arco spiccato dal cacciatore celeste, da est verso ovest, nell’ordine la più alta, tripla bianca Al Tai IV ( π1 Ori, circa 44°, M=4,60), la nana bianca di sequenza principale Al Tai I (π2 Ori, circa 43°, M=4,35), la doppia bianco giallastra Tabit (π3 Ori, circa 41°, M=3,15), poi, più in basso verso est, la splendida brillantissima gigante blu, la gigante blu nativa più vicina a noi (245 al circa) Bellatrix (γ Ori, circa 45°, M=1,60), più in basso verso ovest le tre stelle della cintura, nell’ordine da W verso E rispettivamente: la sestupla (tripla + nana gialla + binaria ad eclisse) Mintaka (δ Ori,circa 40°, M=2,40), la supergigante blu Alnilam (ε Ori, circa 39°, M=1,60) e la tripla (doppia + gigante blu) Alnitak (ζ Ori, circa 39°, M=1,65). Sopra quest’ultima in direzione E si scorge la più luminosa, la famosa supergigante rossa, forse prossima alla sua esplosione in supernova, Betelgeuse (α Ori, circa 49°, M=0,45), distante circa 560 al dal nostro pianeta, e proprio per questo osservata speciale: da circa un millennio non si verifica una esplosione di supernova nella nostra galassia, e e a memoria d’uomo mai così vicina. Dall’altro lato della cintura, la stella più bassa della costellazione, stavolta sotto Mintaka ma verso ovest, in posizione simmetrica a Betelgeuse scorgiamo la seconda stella più brillante di questa costellazione, la brillantissima, splendida, inconfondibile, la supergigante blu variabile Rigel (β Ori, circa 31°, M=0,15).
Secondo la leggenda greca tramandata da Apollodoro, Orione era un gigantesco abile cacciatore figlio di Poseidone, il quale corteggiò Merope, figlia del Re di Chio Enopo, il quale, adirato per l’affronto (a quei tempi un cacciatore era considerato un selvaggio), lo fece accecare. Fu dunque esiliato a Lemno ove il dio del fuoco Efesto, impietosito dalla sua storia, lo affidò al figlio Cedalione affinchè lo conducesse verso est, dove nasceva il Sole e risiedeva la dea dell’Aurora Eos, la quale gli ridonò la vista e si innammorò del gigante, prendendolo come sposo. Felice per tutto questo, egli continuò incessantemente a cacciare seguito dal fedele cane Sirio (ne parleremo dopo della splendida stella a lui associata). La dea della caccia Artemide (la romana Diana), si invaghì anch’essa, nonostante la sua condotta di castità, ma Orione la respinse, per Amore della sua splendida sposa Eos. La dea apprezzò il suo gesto, ma allorquando il prode cacciatore cominciò a corteggiare e a molestare le bellissime sette sorelle Pleiadi (del quale ammasso abbiamo già parlato), figlie di Atlante., costoro, sapendo della gelosia di Artemide verso il cacciatore, ne parlarono con la dea, la quale, adirata e preda della gelosia, decise di vendicarsi tramite il suo fedele servitore Scorpione, il quale, introdottosi nella tenda del cacciatore, lo punse con il suo potente veleno uccidendolo. Il fedele Sirio, ululò al cielo il suo lamento, il quale fu udito da Zeus, il quale, dapprima fulminò lo scorpione portandolo nel basso cielo estivo. A Orione e Sirio fu concesso l’alto cielo invernale che essi illuminarono, e il re degli dei, per una sorta di complicità (Orione e Zeus erano entrambi dei gran seduttori), piazzò a poca distanza le stesse Pleiadi, inseguite dal cacciatore e dai suoi due cani (maggiore e minore, ne parleremo fra poco) ma mai raggiunte. Inoltre mise al sicuro il gigantesco cacciatore dagli attacchi del suo nemico Scorpione, facendo tramontare l’uno quando sorgeva l’altro (Orione compare d’inverno e lo Scorpione in estate), in modo che questi non si incontrassero mai.
Continuiamo l’esplorazione del lato SW: molto ad Est, sotto i Gemelli ma ad Est di Orione, scorgeremo in rapida risalita la costellazione del Cane Minore con la brillantissima e vicinissima (appena 11 al!) doppia bianca Procione (α Cmi, circa 50°, M=0,4) e più in alto, la doppia blu variabile eruttiva Gomeisa (β Cmi, circa 53°, M=2,85). Poi, subito sotto questa, si scorgerà a malapena la debole costellazione dell’Unicorno con la più brillante gigante gialla α Monocerotis (α Mon, circa 35°, M=3,90), che si frappone fra i due cani: infatti, sotto Orione, ma più verso W, troveremo la classica preda del cacciatore astrale, inseguita dal suo Cane Maggiore, in discesa: si tratta della splendida Lepre con la sua alfa, la supergigante gialla Arneb (α Lep, circa 23°, M=2,55), e poco più in basso la sua beta, la gigante brillante gialla Nihal (β Lep, circa 20°, M=2,80). A Est della Lepre, fra questa e la Poppa, si trova finalmente il Cane Maggiore con la stella più splendida del cielo notturno, a noi vicinissima, poco più di 8 anni luce: si tratta della doppia bianca Sirio (α Cma, circa 28°, M=-1,45), che fu risolta (ovvero fu scoperto che era binaria) da Clark nel 1862, nonostante, molto misteriosamente, la popolazione Maliana dei Dogon affermava che fosse una doppia, forse per motivi di sacralità e credenze religiose. A completare finalmente l’orizzonte SW, sotto Orione e a W della Colomba, partendo da Rigel, troveremo in discesa, l’estesa ma debole costellazione invernale dell’Eridano, a cominciare dall’alto, vicino Rigel dell’Orione, la gigante bianca Cursa (β Eri, circa 33°, M=2,75), poco più in basso la più brillante subgigante arancione e vicina (circa 30 al.) Rana (δ Eri, circa 18°, M=3,50) e ancora più in basso la gigante arancione Azha (η Eri, circa 11°, M=3,85). Sotto di questa è ormai tramontata l’australe debole Fornace con Dalim (α For, M=3,90) ormai sotto l’orizzonte.

Passando all’orizzonte Ovest, sotto la Lince, ritroveremo le costellazioni autunnali e invernali che stanno per lasciarci: a cominciare dall’alto, in netta discesa, ritroveremo la brillantissima costellazione dell’ Auriga con la sua stella più splendente, la circumpolare (che non tramonta mai) quadrupla e vicina (43 al) Capella (α Aur, circa 70°, Mmedia=0,05) mentre la binaria ad eclisse, anch’essa circumpolare, Melkalinian (β Aur, circa 77°, Mmedia=1,99) è la più alta della costellazione tardo-invernale. Proprio sotto l’Auriga troveremo in discesa l’importante costellazione invernale del Toro, nella quale, noteremo, come stella più alta la gigante blu, condivisa con l’Auriga (detta anche γ Aur) El Nath (β Tau, circa 63°, M=1,65), poi procedendo verso il basso l’inconfondibile splendida gigante arancione (in realtà doppia) Aldebaran (α Tau, circa 47°, M=1,65), distante solo 66 anni luce da noi. Procedendo poi verso ovest, ritroveremo in discesa l’ammasso stellare aperto delle splendide e spettacolari Pleiadi (M44, circa 44°, M(Alcione)=2,85) e procedendo verso il basso, la più bassa dellla costellazione, sempre in discesa, è la binaria spettroscopica con componente principale gigante gialla Omicron Tauri (ο Tau, circa 30°, M=3,60), mentre più in alto sul ramo principale si scorgerà la tripla variabile Algol con binaria ad eclisse Lambda Tauri (λ Tau, circa 38°, M=3,40), la gigante arancione, nonchè stella più brillante delle Iadi Prima Hyadum (γ Tau, circa 43°, M=3,65). A completare l’orizzonte ovest, sul lato sud, sulla via del tramonto troveremo ancora una costellazione tardo autunnale: si tratta di Cetus, delle quali le più occidentale è la binaria spettroscopica supergigante gialla Al Kaff Al Jidhmah I (ξ1 Cet, circa 17°, M=4,35) e la più alta è la gigante azzurra Lambda Ceti ( λ Cet, circa 25°, M=4,70), mentre le più brillanti visibili sono rispettivamente la gigante rossa Menkar (α Cet, circa 22°, M=2,50) e la tripla (gigante bianca + gigante celeste + nana arancione) Kaffaljidhma (γ Cet, circa 18°, M=3,65),
Sotto l’Auriga, ma sul lato NW, ritroveremo in netta discesa ancora l’autunnale Perseo, dove dominano la brillante supergigante gialla classe F5 Mirfalk (α Per, circa 52°, M=1,75) e la tripla (binaria ad eclisse + bianca A5) Algol (β Peg, circa 46°, Mmedia=2,05), fortemente variabile, capostipite delle cd. “variabili Algol”, detta anche “stella del diavolo” per i suoi repentini cambiamenti di luminosità. Subito sotto di questa costellazione, scorgeremo sempre in rapida discesa la zodiacale Ariete con la sua gigante arancione Hamal (α Ari, circa 26°, M=2,05), mentre leggermente ad nord di questa in discesa troveremo dapprima l’inconfondibile Triangolo con la sua subgigante bianca variabile rotante Mothallah (α Tri, circa 27°, M=3,40), mentre ancora più ad nord di questa, anch’essa in discesa troveremo un’importante costellazione autunnale:Andromeda , con la sua stella visibile più alta, la quadrupla (gigante arancione + binaria spettroscopica + stella di classe A0) Alamach (γ1 And, circa 36°, M=2,15), e più in basso la brillante binaria spettroscopica azzurra Alpherats o Sirrah (α And, circa 10°, M=2,05) condivisa con Pegaso, detta anche δ Peg, e poco più in alto di questa, l’affascinante Galassia di Andromeda (M31, circa 24°, M=3,4) visibile anche ad occhio nudo, in tutta la sua bellezza, nonostante la notevole distanza (2.5 Mal) da noi. Per individuarla, si segue uno dei bracci verticali di andromeda, il più verso nord (a destra), in direzione NW a partire dalla gigante rossa Mirach (β And, circa 24°, M=2,05), proseguendo per la bianca Mu Andromedae (μ And, circa 24°, M=3,85) e la binaria spettroscopica Ni Andromedae (ν And, circa 24°, M=4,50), dove nelle sue vicinanze si scorge la galassia. A completare l’orizzonte W troveremo in rapida discesa una debole, ma estesa costellazione zodiacale: i Pesci con in la sua gigante gialla Gamma Piscium (γ Psc, M=4,30) già tramontata, e la doppia bianca Alresha (α Psc, circa 11°, M=1,25), mentre sotto Andromeda è già tramontata l’autunnale Pegaso con la sola gigante rossa Guaina (β Peg, circa 1°, M=2,40) rasente l’orizzonte, e la brillante gigante blu Markab (α Peg, Mmedia=2,45) ormai già tramontata, mentre sul basso orizzonte NW troveremo la debole costellazione della Lucertola con la circumpolare bianca di sequenza principale α Lacertae (α Lac, circa 15°, M=3.75), e più in basso troveremo la debole 6 Lacertae (6 Lac, circa 9°, M=5,15).

All’antimeridiano, o orizzonte Nord, a cominciare dal lato NW, troveremo, in ordine di altezza, a destra di Perseo in leggera discesa la debole e circumpolare Camelopardis , con la più brillante α Cam (circa 62°, M=4,25), poi sotto di questa troveremo in discesa la bellissima, brillante e inconfondibile, per la sua perfetta forma a W, la costellazione circumpolare di Cassiopea con la multipla variabile Shedar (α Cas, circa 33°, M=2.20) e poco più a destra l’inconfondibile sagoma a “casetta” di Cefeo con la subgigante bianca Alderamin (α Cep, circa 21°, M=2.45). Sotto di questa, a completare l’orizzonte NW, troveremo ancora le stelle più alte della spettacolare e inconfondibile costellazione estiva del Cigno con Deneb (α Cyg, circa 2°, M=1,25) , una supergigante blu molto giovane (11,6 Ma) ma anche molto distante (ca. 2600 al), che con Vega e Altair forma lo spettacolare triangolo estivo e Sadr (γ Cyg, M=2,25), una gialla binaria ad eclisse, ormai già tramontata.
Sul lato NE, invece, a partire dall’alto, sotto Camelopardis e a E di Cefeo troveremo dapprima l’Orsa Minore con Polaris (α Umi, circa 45°, M=1,96) a mezzocielo, mentre poco più in basso vedremo la doppia rossa, in leggera risalita, Kochab (β Umi, circa 37°, M=2.05), e ad est di questa costellazione, in leggera risalita, la debole ma estesa costellazione del Drago, e cominciando dalla “testa”, stavolta rivolta verso l’orizzonte in basso, vedremo la splendida doppia arancione Eltanin (γ Dra, circa 8°, M=2,20)e la supergigante gialla Rastaban (β Dra, circa 10°, M=2,35) , mentre più su e più a est (la terza della “coda”), scorgeremo la stella alfa, nonostante il nome non la più brillante ma la più famosa in quanto circa 3 millenni fa fu la stella polare, è la doppia blu Thuban (α Dra, circa 35°, M=3,65).

Infine, sull’orizzonte Est cominceranno a comparire le prime costellazioni della bella stagione: sotto la Lince, troveremo le primaverili Leone minore e Leone di cui abbiamo già parlato sul lato SE, mentre sul lato NE, sotto l’Orsa Maggiore, troveremo in risalita la debole costellazione dei Canes Venatici (Cani da Caccia), con la nana gialla Chara (β Cvn, circa 34°, M=4,20) e la spettacolare doppia azzurra Cor Caroli (α2 Cvn, circa 29°, M=2,85). A completare l’orizzonte NE, procedendo verso E, scorgeremo in risalita sotto l’Orsa Maggiore le prime stelle di due importanti costellazioni primaverili: si tratta, a partire dall’alto, della Chioma di Berenice, con la sua alfa, ma anche la più bassa ma non la più brillante, la doppia Diadema (α Com, circa 13°, M=4,30), mentre la più alta è la gigante arancione Al Dafirah (γ Com, circa 27°, M=4,35) e la relativamente vicina nana gialla Beta Comae Berenices (β Com, circa 19°, M=4,20), e del Boote, con la più alta, la gigante bianca, variabile δ Scuti Seginus (γ Boo, circa 14°, Mmedia=3), e finalmente visibile, anche se molto bassa, la vicina (37 al) e brillantissima gigante arancione Arturo (α Boo, circa 3°, M=4,30). A completare l’orizzonte est fanno capolino le prime stelle della primaverile Ercole, con le sole visibili , la subgigante blu Rukbalgethi Shemali (τ Her, circa 9°, M=3,90) e la stella di classe F9V Chi Herculis (χ Her, circa 8°, M=4,60), e le più alte stelle della Corona Boreale, con la sola visibile, la stella di classe B6Vnn, la doppia variabile eruttiva Theta Coronae Borealis (θ CrB, circa 1°, M=4,60). Infine, comincia a sorgere sotto il Leone una importante costellazione zodiacale primaverile: si tratta della Vergine, con la più alta, la gigante rossa variabile pulsante Ni Virginis (ν Vir, circa 30°, M=4,0), la binaria (due stelle di classe F0V) Porrima (γ Vir, circa 15°, M=2,75), mentre la più brillante, la binaria spettroscopica (due giganti azzurre) Spica ( α Vir, circa 1°, M=0,95) è rasente l’orizzonte.

Come sciami meteorici, proprio nei pressi della sopracitata Vergine troveremo il solito Antihelion (ZHR=4, H=5°),

Programma

21:15- 21:45

Osservazione di Giove

21:45 – 22:15

Osservazione della Luna