Lo spettrografo Winered del telescopio Ntt è stato utilizzato per osservare l’abbondanza di elementi chimici pesanti – come ferro e magnesio – nei quasar luminosi più lontani. Queste fabbriche primordiali di elementi pesanti – grazie alle loro stelle massicce e supernove – già 2.4 miliardi di anni dopo il Big Bang ne avrebbero prodotti in …
Tag: SDSS
Gen 11 2021
Viaggio all’origine del ferro
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- 2.4 Gy dopo il big bang, abbondanza di elementi chimici pesanti, abbondanza di Fe e Mg, abbondanze chimiche dei quasar lontani, Akira Arai, aumento della statistica osservativa dei quasar lontani, Blr, BLR dei quasar, Broad line region, Chikako Yasui, circolazione gas primordiali, elementi pesanti nei quasar luminosi nell’universo primitivo, energia termica e cinetica all’universo primitivo, ESO NNT, Esplosione di una stella massiccia, fabbriche universali e primordiali del ferro, Fe e Mg nei quasar, Fe originato da supernovae di tipo Ia, Giuseppe Bono, Hideyo Kawakita, Hiroaki Sameshima, il ferro sia prerogativa delle stelle più massicce, Il rapporto Mg/Fe é lo stesso da 11 Gya, impronte chimiche presenti nella luce emessa da corpi lontani, Ivo Saviane, Kei Fukue, La stella termina la sua vita con la produzion e del Fe, la storia associata alla formazione e all’evoluzione delle stelle massicce è destinata a guidare l’evoluzione chimica, MEDIA INAF, Metalli pesanti in quasar di piú di 10 Gya, Mg II and Fe II fluxes of luminous quasars at z ~ 2.7 and evaluation of the Baldwin effect in the flux-to-abundance conversion method for quasars, Misaki Mizumoto, modelli di evoluzione chimica dell’universo, Naoto Kobayashi, New Technology Telescope, Noriyuki Matsunaga, NTT, Origine del Fe 11.3 Gya, Origine del Ferro, origine di quelle stelle che per prime hanno cominciato a illuminare l’universo, quasar di 11.3 Gya, quasar lontani, rapporto Fe/Mg dei quasar, Satoshi Hamano, SDSS, Shogo Otsubo, sintesi di elementi ancora più pesanti, Sohei Kondo, stella necessita un contributo energetico esterno, Stelle massicce, stelle primordiali originatesi 13.3 Gya, Supernove, Supernove da stelle massicce responsabili della produzione di elementi transferrici, Telescopio TAO, Tokyo Atacama Observatory, università di Tokyo, Winered, Yuji Ikeda, Yuzuru Yoshii
Dic 17 2020
L’origine dei venti galattici al microscopio cosmico
- Archiviato sotto Astrofisica extragalattica, Astrometria, Buchi neri supermassicci, Evoluzione galattica, Galassie attive, Galassie primordiali, SDSS
Studiando un campione di galassie lontane, la cui luce ci arriva da un’epoca in cui l’universo aveva soltanto tre miliardi di anni, un team di ricercatori guidato da Giustina Vietri dell’Istituto nazionale di astrofisica ha seguito i venti che imperversano nelle galassie “attive” fino a pochi anni luce dai buchi neri supermassicci che popolano i …
- “microscopio” astronomico, 10 Gal, A Sinfoni Survey for Unveiling the Physics and Effect of Radiative feedback, A. Bongiorno, A. Comastri, A. Marconi, A. Puglisi, A. Schulze, Analisi di spettri ottici di galassie in archivi astronomici, Astronomy & Astrophysics, B. Husemann, Buchi neri in galassie attive, Buchi neri supermassicci, C. Cicone, C. Circosta, C. Feruglio, C. M. Harrison, C. Vignali, campione rappresentativo di 21 galassie attive, campione rappresentativo di galassie attive, Centro de Astrobiología di Madrid, D. Kakkad, disco di accrescimento degli AGN che si riscalda ed emette radiazione multibanda, E. Piconcelli, Effetti dei venti galattici sulle galassie, effetto dei venti glattici su diverse scale all’interno delle galassie, Esa/Nasa, ESO VLT, estese fina a 20 Kal, F. Fiore, F. Mannucci, feedback sulla galassia che ospita un AGN, fuoriuscita di gas dai centri galattici utilizzando lo strumento Sinfoni, G. Cresci, G. Lanzuisi, G. Vietri, G. Zamorani, Galassie attive primordiali, Galassie lontane, Galassie primordiali, Giustina Vietri, H. Netzer, I venti galattici avrebbero la capacità di influenzare il gas fino ai confini delle rispettive galassie, I venti galattici influenzano il gas interstellare a 10Kal, influenza che i buchi neri supermassicci possono esercitare sull’evoluzione delle galassie, J. Scholtz, L. Zappacosta, legame tra buco nero centrale supermassiccio e galassia ospite, legame tra i buchi neri e le loro galassie ospiti, M. Bischetti, M. Brusa, M. Perna, M. Salvato, M. Schramm, MEDIA INAF, Michele Perna, OAB, OArcetri, Origine dei venti galattici, P. Padovani, Paolo Padovani, presenza dei venti galattici dalle scale più piccole a quelle più grandi, progetto Super, Risoluzione parziale del gas espulso, S. Carniani, SDSS, Sinfoni, Sloan Digital Sky Survey, spettrografo a campo integrale che opera nel vicino infrarosso e sfrutta l’ottica adattiva per ottenere spettri ad alta risoluzione di sorgenti estese, SUPER III. Broad Line Region properties of AGN at z∼2, the Avo project, tracciare i venti su scale ancora più grandi, V. Mainieri, velocità tra 3 e 7 milioni di km/h, venti di materiale ionizzato scoperti con Sinfoni siano presenti anche su queste scale relativamente piccole, Venti galattici, Venti galattici formati da materia eiettata dal buco nero, Venti galattici molto comuni i galassie lontane a D>10 Gal, venti osservati a piccole distanze dipendono fortemente dalle proprietà del buco nero centrale, Vincenzo Mainieri
Dic 11 2020
Una galassia fossile nel cuore della Via Lattea
- Archiviato sotto Astrofisica extragalattica, Astrofisica galattica, Astrometria, Evoluzione galattica, Scontri fra galassie, SDSS, Storia della Via Lattea
Grazie ai dati di Apogee della Sloan Digital Sky Surveys, gli scienziati hanno scoperto una galassia fossile nascosta nel cuore della Via Lattea, chiamata Ercole, le cui stelle rappresentano oggi circa un terzo della massa dell’intero alone della Via Lattea. Le due potrebbero essersi scontrate dieci miliardi di anni fa, quando la nostra galassia era …
- Andrew C Mason, Apache Point Observatory Galactic Evolution Experiment, Apogee, Apogee ha misurato spettri nel NIR di 500mila stelle, Apogee vede attraverso la polvere interstellare del centro della Via Lattea, Carlos Allende Prieto, Collisione Ercole Via lattea primordiale e molto massiccia, composizione chimica e i movimenti di decine di migliaia di stelle, composizioni chimiche e velocità delle stelle misurate dallo strumento Apogee, Danny Horta, Danny Horta-Darrington (Liverpool John Moores University), David Nataf, dieci anni di missione SDSS, difficoltà a caratterizzare le stelle al centro della Galassia perchè nascoste dalla polvere interstellare, Esa / Gaia e Sdss, Evidence from APOGEE for the presence of a major building block of the halo buried in the inner Galaxy, Evoluzione della via lattea, Francesca Fragkoudi, Galassia Ercole, Galassia Ercole un terzo dell’alone sferico della Via Lattea., Galassia fossile, Galassia fossile al centro della Via Lattea, Galassia fossile Ercole 1/3 dell'alone della Via Lattea, J Ted Mackereth, Joel Pfeffer, Jon Holtzman, Karen Masters, Katia Cunha, la nostra galassia si è formata dall’interno verso l’esterno, le galassie si formano attraverso fusioni di galassie più piccole, le prime fusioni sono al centro della via lattea, Liverpool John Moores University, LJMU, luce del vicino infrarosso, luce visibile, Mathias Schultheis, MEDIA INAF, Milky Way Mapper, MNRAS, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Nasa / Jpl-Caltech e Sdss, posizione di Ercole nel profondo della Via Lattea, posizione e storia della galassia Ercole, quarta fase della Sdss, quinta fase dell’Sdss, Ricardo P Schiavon, Ricardo Schiavon, Robert W O’Connell, Scontri fra galassie, Scontro fra Ercole e Via Lattea 10 miliardi di anni fa, SDSS, Sdss-IV, Separazione stelle di Ercole da quelle della Via Lattea, Shobhit Kisku, Sloan Digital Sky Surveys, spettri di stelle nel vicino infrarosso, stelle insolite nel cuore densamente popolato della Via Lattea, Sten Hasselquist, Steven R Majewski, Su 10mila stelle poche centinaia avevano composizioni chimiche e velocità sorprendentemente diverse, Verne V Smith, Via Lattea vista dall’alto
Dic 09 2020
Coincidenze cosmiche: dal cervello all’universo
- Archiviato sotto Altro..., Astrofisica extragalattica, Cosmologia, Filamenti di Galassie, Fisica dei sistemi caotici, Scienze comparate, Struttura a grande scala dell'Universo
Un nuovo studio, nato dalla collaborazione tra un astrofisico e un neurochirurgo italiani e pubblicato sulla rivista Frontiers in Physics, mette a confronto due tra i più enigmatici e complessi sistemi che esistano in natura – la rete delle galassie che compongono l’universo e la rete dei neuroni all’interno del cervello umano – analizzandone somiglianze …
- Alberto Feletti, altre reti che esistono in natura, analisi delle reti, assoni, Brüggen M., Campo magnetico intergalattico, Capacitá di memoria e flusso di info fra le due reti, centinaio di milioni di anni luce a qualche milione di anni luce, componenti passive nelle due reti: energia oscura e acqua, connessioni ha in media ogni neurone o ogni galassia, corteccia cerebrale e cerebellare, Cosmic Web, Cosmic web e rete neurale reti non random, Cosmologia, Dal cervello all’universo, dendriti, Differenze fra reti cosmiche e neuronali, differenze nelle funzioni delle reti di cosmic web e rete neurale, Dinamica dei sistemi caotici, Dipartimento di fisica e astronomia, distribuzione su grande scala della materia nell’universo, Dr. E. Zunarelli, effetto del metodo di analisi, fenomeni cosmologici con un linguaggio nuovo, Filamenti di galassie, Fisica del caos, forti somiglianze strutturali nonostante l’enorme differenza tra le scale coinvolte di oltre 27 ordini di grandezza, Franco Vazza, Frattali, Frontiers in Physics, Geometria frattale, Gheller C., gravità e l’espansione dello spazio-tempo sulle scale considerate, i segnali nel cervello umano si propagano alla velocità con cui i segnali elettrici possono percorrere gli assoni e i dendriti, il cervello umano potrebbe memorizzare tutte le posizioni di tutte le galassie dell’universo osservabile, il cervello umano può processare tutta questa informazione in tempi molto brevi, infrastruttura cosmica, IRA-INAF, Kolmogorov, la distribuzione tridimensionale dell’universo resta sempre la stessa, la rete cosmic web organizza il flusso di materia ed energia, le reti naturali sembrano evolversi con logiche di scala molto simili, le stelle, logica di base simile nelle reti neuronali e nel cosmic web, Memoria cervello umano = 2 PB, MNRAS, modo in cui i nodi della rete si interfacciano tra di loro, Nautilus, nel caso del cervello è sotto i millimetri, neurochirurgia, neuroscienze, Notte Europea dei ricercatori, organizzazione macroscopica del cosmo e quella microscopica delle reti neuronali appaiono sorprendentemente simili, Ospedale di Modena, Ospedale Universitario di Modena, peso che ha ogni nodo nella rete, processi biologici mediati da forze elettriche e chimiche, progetto Magcow, quanto spesso queste reti hanno degli hub, rapporto tra pieni e vuoti, rete cosmica, rete dei neuroni all’interno del cervello umano, rete delle galassie che compongono l’universo, rete neuronale, Rete neuronale organizza il flusso di energia, reti di interazione sociale, reti di telecomunicazioni, reti filamentose di neuroni, Scienze comparate, SDSS, simulazioni cosmologiche, simulazioni cosmologiche per lo studio di turbolenza e campi magnetici, somiglianze e differenze fra reti neuronali e reti galattiche, studio della turbolenza, Università di Bologna, Università di Verona, Vazza & Feletti, Vazza et al. 2019 A&A, Vazza F., vetrini istologici, Wang P.
Dic 05 2020
Mentre l’universo si raffredda, il gas si scalda
- Archiviato sotto Altro..., Ammassi stellari primordiali, Astronautica, Cosmologia, Fisica spaziale, Origine degli Ammassi e Superammassi galattici, Origine dell'Universo, Origine delle Galassie, Planck, Telescopi spaziali
La temperatura media dell’universo, quella delle grandi strutture nelle quali risiedono le stelle e le galassie che osserviamo, è cresciuta nel tempo – così come è cresciuta l’aggregazione gerarchica delle strutture stesse. Lo dimostra uno studio pubblicato su ApJ che ha correlato i dati del satellite Planck, della missione Iras e della survey Sdss per …
- 380mila anni dopo il Big Bang, aggregazione gerarchica (dai gruppi agli ammassi) della materia, Aggregazione gerarchica delle strutture dell Universo, amplificazione piccole disomogeneità, ApJ, Aumento energia fotoni CMB dovuto ad effetto Z-Z termico, Aumento Tmedia da 0.7 Mk a 2 MK in 8 Ganni, CCAPP, Center for Cosmology and AstroParticle Physics, CMB, cosmic microwave background, Crescita della temperatura media dell Universo, densità di energia termica cosmica in funzione della età dell’universo, diffusione Compton inversa dei fotoni del Cmb, Diminuzione T da 3000 K a 2.7 K, effetto Sunyaev-Zeldovich, Equilibrio termico matera radiazione, Era dell Universo trasparente, gas caldo che risiede in ammassi di galassie nelle epoche più recenti, gruppi e protoammassi nelle epoche cosmiche più antiche, Infrared Astronomical Satellite, Interazione dei gas con radiazone cosmica di fondo, IRAS, Istituto Kavli per la fisica e la matematica dell Universo, Jim Peebles, Kavli Ipmu, La temperatura media dell Universo aumenta per effetto S-Z, MEDIA INAF, OABo, Ohio State University, Origine delle galassie e ammassi di galassie, Quasi omogeneità della CMB, Radiazione cosmica di fondo, redshift 1 (circa 8 miliardi di anni fa), satellite Planck, SDSS, shock generati dal collasso gravitazionale degli aloni di materia oscura, Sloan Digital Sky Survey, Stefano Ettori, Struttura a larga scala, T media gas Universo 2 MK, Temperatura corpo nero Universo 2.7 K, Temperatura dei gas nelle grandi strutture dell Universo, Temperatura del gas primordiale, temperatura iniziale Universo di 3000 K, temperatura media del gas nelle grandi strutture dell’universo è aumentata di circa 3 volte negli ultimi 8 miliardi di anni, Temperatura media dell Universo, temperatura media delle strutture cosmiche, Universo in continua espansione, Universo in espansione accelerata, universo primordiale e caldissimo, Yi-Kuan Chiang
Lug 27 2020
Riempito il vuoto di 11 miliardi di anni | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Cosmologia, Energia oscura, Origine dell'Universo, Stelle primordiali
Domenica 19 luglio 2020 la Sloan Digital Sky Survey ha pubblicato un’analisi completa della più grande mappa tridimensionale del cosmo mai realizzata, colmando le lacune più significative nella nostra comprensione della storia dell’universo, e riempendo il vuoto di 11 miliardi di anni tra la storia antica dell’espansione dell’universo e quella recente Nella metropolitana di Londra, …
- 11 miliardi di anni fa, abbondanze relative di elementi creati subito dopo il Big Bang, Apache Point Observatory, Baryon Oscillation Spectroscopic Survey, Carnegie Institution for Science, CMB, Combinazoone dati Sdss CMB Supernove, Costante di Hubble, Costante di Hubble inferiore al 10% di quello aspettato, discrepanza nella costante di Hubble, discrepanza nella velocità di espansione misurata, discrepanza tra il tasso di espansione locale e quello dell’universo primordiale, due milioni di galassie e quasar che coprono 11 miliardi di anni di tempo cosmico, Eboss, Energia oscura, espansione accelerata, Eva-Maria Mueller, Fondazione Alfred P. Sloan, fondo cosmico a microonde, forma sconosciuta di materia o energia risalente all’universo primordiale, galassie blu giovani per mappe risalenti a 11 Gya, grandi galassie rosse per mappe risalenti a 6 Gya, Hardware SDSS, Haverford College, Karen Masters, l’universo ha iniziato ad accelerare circa sei miliardi di anni fa, mappa tridimensionale del cosmo, mappe della galassia, misurazione curvatura geometrica dell’universo, Osservatorio Las Campanas, quasar per mappe risalenti a >11 Gya, SDSS, Sloan Digital Sky Survey, storia antica dell’espansione dell'universo, storia di espansione negli ultimi miliardi di anni, storia recente dell’espansione dell'universo, telescopio du Pont, tre milioni di oggetti astronomici, un terzo del cielo, Università di Oxford, velocità di espansione locale con una precisione dell’uno per cento, vuoto di 11 miliardi di anni
Dic 02 2019
Quando un singolo Sole non basta | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Astronautica, Esopianeti intorno a sistemi stellari, Esopianeti relitti, Fisica stellare, GAIA, Operativi, Pianeti extrasolari, Spacecraft, Stelle doppie
Basandosi sui dati della seconda release del telescopio spaziale Gaia dell’Esa, Markus Mugrauer dell’Università di Jena (Germania) ha analizzato un campione di oltre 200 sistemi planetari con due, tre, e perfino quattro stelle. I risultati sono pubblicati su Mnras .entry-header Rappresentazione artistica dei tre soli che illuminano il cielo dell’esopianeta a noi più vicino: Proxima …
- 172 sistemi multipli con esopianeti, 200 anni luce, 200 sistemi planetari con stelle multiple, 27 sistemi tripli con esopianeti, 500 parsec, Agenzia spaziale europea, attrazione della materia del disco di accrescimento da parte di stelle compagne, collassi gravitazionali, compresenza di nane bianche ed esopianeti, differenza fra sistemi planetari intorno a stelle multiple con sistemi intorno a stelle singole, ESA, Eso/M. Kornmesse, esopianeti intorno a sistemi stellari, Esopianeti intorno a stelle doppie, esopianeti orbitanti intorno a nane bianche, esopianeti relitti, GAIA, Hip116454, influenza della formazione di un sistema planetario intorno a un sistema multiplo, influenza di diverse stelle in un sistema stellare interrompe il processo di formazione del pianeta, influssi gravitazionali estremamente violenti e negativi per le orbite planetarie, mappa 3D della Galassia, Markus Mugrauer, MEDIA INAF, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, morte di una nana gialla, Mugrauer, nane bianche compagne, nane rosse compagne, PanSTARSS, pianeti extrasolari, Proxima centauri b, ricerca di stelle compagne in sistemi extrasolari, SDSS, Seconda release di Gaia, sistemi binari a 10K UA, sistemi binari stretti a 20 UA, sistemi multipli di stelle contenenti esopianeti, sistemi stellari multipli, sopravvivenza d esopianeti alla stella, stelle compagne, stelle compagne piccole e fredde, un pianeta può sopravvivere alla fine di una stella, un sistema quadruplo con esopianeti, Università di Jena, Università Friedrich Schiller di Jena
Set 27 2018
Oscura, ma necessaria | MEDIA INAF
- Archiviato sotto Altro..., Cosmologia, Energia oscura, Fisica relativistica, Materia oscura
Oggi su Nature Astronomy uno studio delle Università di Milano e Durham ribadisce la validità della teoria della relatività generale anche su scala cosmologica: l’energia oscura si conferma una presenza necessaria per spiegare il comportamento del nostro universo. .entry-header «Comprendere perché l’espansione dell’universo stia oggi accelerando è probabilmente la domanda più affascinante della cosmologia moderna». …
- 7 Miliardi di anni fa, Aggiunta dell'energia oscura nelle equazioni di Einstein, contributo di energia “oscura”, Cosmologia, Costante cosmologica, Durham University, Energia oscura costante, Energia oscura tempovariante, energia quantistica del vuoto, Era dell'espansione accelerata, ESA EUCLID, Espansione accelerata dell'universo, Incompletezza della teoria della Relatività Generale, INFN-Mi, Jianhua He, Luigi Guzzo, Massa totale di una galassia, Materia oscura, MEDIA INAF, modelli f(R), Nature astronomy, Necessarieta' della materia oscura, Onde gravitazionali, Piccole modifiche delle equazioni di Einstein, regione di 500 x 370 milioni di anni luce, Relatività su scala cosmologica, SDSS, Simulazione di formazione galattica secondo la Relatività generale, Simulazione di modelli di Universo, Sloan Digital Sky Survey, Superammasso di Galassie, Superammasso di Galassie in formazione, teoria della relatività generale, Università di Milano, velocità di espansione dell’universo è maggiore che 7 miliardi di anni fa
Ott 04 2017
Cinque Coppie di Buchi Neri Supermassicci – Universo Astronomia
- Archiviato sotto Astrofisica extragalattica, Buchi neri supermassicci
Gli astronomi hanno identificato cinque nuove coppie di buchi neri supermassicci, utilizzando dati dell’osservatorio a raggi X Chandra, del telescopio Wide-Field Infrared Sky Explorer Survey (WISE), e di telescopi terrestri. Ogni coppia, formatasi in seguito alla fusione di due galassie, contiene due buchi neri supermassicci con massa milioni di volte quella solare.Questi buchi neri appaiati …

















