Utilizzando i dati della sonda Cassini della missione Cassini-Huygens, gli scienziati del Southwest Research Institute hanno modellato i processi chimici sotterranei della luna di Saturno Encelado. Gli studi indicano la possibilità che un menù metabolico vario possa supportare la vita di una comunità microbica potenzialmente diversificata nell’oceano di acqua liquida sotto la superficie ghiacciata della …
La forza delle maree su Titano
Due scienziati hanno calcolato che, alla velocità con cui l’orbita di Titano sta cambiando, il satellite avrebbe dovuto raggiungere un’orbita circolare entro circa 350 milioni di anni. Il fatto che Titano possieda ancora un’orbita eccentrica …
Che Sole che fa – Febbraio 2025
SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…
Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna del 5/2/2025 ore 20:30
Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali. Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le …
Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna del 5/2/2025 ore 19:15
Osservazioni astronomiche in cupola con telescopi professionali. Osservatorio Astrofisico di Torino – Visita notturna Sei pronto per un’avventura spaziale unica? Partecipa alla visita notturna dell’Osservatorio Astrofisico di Torino! Ti aspetta una serata indimenticabile sotto le …
Che Sole che fa – Gennaio 2025
SWELTO bollettino periodico meteo solare, a cura del gruppo Solare dell’Osservatorio Astrofisico di Torino/ Istituto Nazionale di AstroFisica. Notizie sull’attività solare aggiornate periodicamente, e tanto altro sulla nostra stella…
Feb 05 2021
Variegato menù metabolico per la vita su Encelado
- Archiviato sotto Altro..., Astrochimica, Astronautica, Cassini, Encelado, Esobiologia, Esogeologia, Passati, Planetologia, Saturno, Spacecraft, Vita su Encelado
- 4H2+CO2=CH4+2H2O, Attivitá idrotermale su Encelado, Ben Teolis, capacità di sostenere il metabolismo di una cellula vivente in un volume di un centimetro cubo all’interno dell’oceano di Encelado, Cassini, Cassini-Huygens, Christine Ray, Christopher Glein, Christopher R. Glein, comunità microbica potenziale su Encelado, confronto tra le stime dell’energia libera con quelle degli ecosistemi sulla Terra, creazione di un potenziale gradiente di energia, criovulcanesimo su Encelado, Encelado, Eruzione di grani di ghiaccio e vapore acqueo, Frank Postberg, geochimica abiotica nell’oceano e nel nucleo roccioso, gli organismi aerobici consumano l’energia della materia organica come glucosio e ossigeno per creare anidride carbonica e acqua, Gli organismi anaerobici possono metabolizzare idrogeno per creare metano, Gran Finale, Hunter Waite, i composti riducenti sono presenti e convertono l’O2 e l’H2O2 a ione solfato e idrossidi ferrici, Icarus, idrogeno è una fonte di energia chimica che supporta i microbi anaerobici che vivono negli oceani della Terra vicino alle bocche idrotermali, idrogeno molecolare (H2) nel pennacchio, Idrogeno molecolare su Encelado, il metabolismo aerobico potrebbe sostentare fino a circa una cellula per centimetro cubo entro una profondità di 20 m dell’oceano di Encelado, J. Hunter Waite, Jonathan Lunine, Julie Huber, l metabolismo anaerobico potrebbe sostenere fino a circa una cellula ogni due centimetri cubi, la metanogenesi è l’unico metabolismo che dia valori di densità cellulare vicini a quelli riportati negli oceani terrestri e nei laghi subglaciali antartici a profondità analoghe, la metanogenesi potrebbe supportare fino a 6oo cellule per centimetro cubo, la produzione di molecole ossidanti e la chimica dell’ossidazione potrebbero contribuire a sostenere la vita e una comunità microbica metabolicamente diversificata su Encelado, le molecole riducenti non sono presenti in quantità apprezzabili e l’ossigeno molecolare e il perossido di idrogeno si accumulano nel tempo, le reazioni chimiche aerobiche e anaerobiche potrebbero soddisfare la soglia minima di energia libera richiesta dalla vita, limiti massimi di concentrazioni di ossidanti e dell’energia chimica, MEDIA INAF, metabolico per la vita su Encelado, metanogenesi, Missione Cassini-Huygens, modellazione chimica, modelli geochimici che simulano altri potenziali processi metabolici, NASA/ESA/ASI, natura di composti organici complessi presenti nelle profondità di Encelado, nell’oceano di Encelado c’è energia libera disponibile, Nell'oceano interno a encelado ci sono prove su uno squilibrio nelle razioni redox, oceano di acqua liquida sotto Encelado, ossidanti prodotti nello strato di ghiaccio superficiale, Oxidation processes diversify the metabolic menu on Enceladus, Pennacchi di Encelado, potenziali fonti di energia prodotte dall’attività idrotermale di Encelado, qual è la natura delle sostanze organiche complesse che escono dall’oceano?, radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio possano creare agenti ossidanti come l’ossigeno molecolare (O2) e il perossido d’idrogeno (H2O2), reazioni di ossido riduzione in grado di sostenere la vita su Encelado, reazioni redox, reazioni redox di base per fotosintesi e respirazione, riducenti prodotti dall’attività idrotermale nel cuore roccioso di Encelado, Sottosuolo di Encelado, Southwest Research Institute, Southwest Research Institute (San Antonio TX Usa), squilibri chimici che potrebbero supportare eventuali processi metabolici, tiger strips su Encelado, Tori Hoehler, Tracce di vita extraterrestre su Encelado, Un futuro veicolo spaziale potrebbe sorvolare i pennacchi di Encelado per verificare le previsioni sull’abbondanza di composti ossidati nell’oceano, variazione dell’energia libera di Gibbs (∆G), Vita come squilibrio tra composti ossidati e ridotti
Feb 04 2021
Chang’e-5, la Cina si porta a casa un pezzo di Luna
- Archiviato sotto Astronautica, Chang'e-5, Esplorazioni lunari, Luna, Operativi, Planetologia, Spacecraft
L’ha lasciata cadere da 5000 km di altitudine. Attorno alle 19 ora italiana del 16 dicembre 2020 la capsula contenente circa 2 kg di Luna è atterrata fra le nevi nel distretto di Siziwang, una vasta regione della Mongolia interna, dov’era notte fonda, decretando il successo della missione Chang’e-5 e facendo salire la Cina sul …
- 2 Kg di rocce lunari, 3 manovra di correzione orbiter: ultima il 16 dicembre 2020 02;15, 384 Kg di campioni lunari riportati a terra nella Storia, Allunaggio Chang'e 5 Martedí 1 Dicembre 2020, Andrew Jones, Atterraggio a Siziwang Mongolia interna, Atterraggio capsula Chang'e-5 16 dicembre 2020 19:00 CET, Bandiera Cinese sulla Luna, centro di Wenchang, CGTN, Chang’e 3 nel 2013, Chang’e 5 lanciata il 23 novembre 2020, Chang'e-5, China Global Television Network, Cina porta campioni lunari 44 anni dopo Luna 24 (URSS), Cina terza nazione a riportare campioni lunari a terra, CNSA, Hainan, la capsula verrà trasportata e consegnata a un laboratorio di Pechino, lancio capsula Chang'e-5 a 5000 km di altitudine, Lander Chang'e 5, Luna 24, Lunga Marcia 5, MEDIA INAF, Modulo di ascesa Chang'e-5, Mons Rümker, Oceanus Procellarum, orbiter di Chang'e-5, Primo rendezvous automatico in orbita lunare di Chang'e-5: 5 dicembre 2020, Ripartenza dalla Luna Chang'e-5 Giovedì 3 dicembre 16:10, ritrovamento della capsula di Chang'e-5, Siziwang Banner, SpaceNews, Tianwen-1
Feb 02 2021
Hayabusa-2, la “bisaccia” è piena
- Archiviato sotto (162173) Ryugu, Asteroidi, Astronautica, Corpi minori del Sistema solare, Esobiologia, Evoluzione planetaria, Hayabusa2, Operativi, Planetologia, Spacecraft, Vita su asteroidi
La Jaxa conferma l’avvenuta raccolta dei campioni e fa sapere che il gas presente nella capsula di rientro è esso stesso prodotto dal materiale collezionato sull’asteroide Ryugu: il primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo mai portato sulla Terra. Ne parliamo con Ernesto Palomba, ricercatore all’Inaf Iaps di Roma e membro del team …
- (162173) Ryugu, analisi del gas raccolto nella capsula, campioni di due zone diverse dell’asteroide, Campioni di Ryugu, capsula della missione Hayabusa-2, composizione molecolare e isotopica del gas raccolto, curation and initial analysis team, Ernesto Palomba, Extraterrestrial Sample Curation Center, gas presente nella capsula di rientro, gas prodotto dai campioni di Ryugu, granelli di qualche millimetro di diametro, grani neri che pensiamo siano di Ryugu, Hayabusa 2, Hayabusa2@Jaxa, il gas proviene dal degassamento di composti semi-volatili presenti su Ryugu, INAF – IAPS, JAXA, materiale raccolto nel primo touchdown ce n’è veramente tanto forse addirittura cento volte di più di quanto ci aspettavamo, nella camera portacampioni A ci sono molte particelle, presenza della polvere dell’asteroide Ryugu nella capsula lanciata a terra da Hayabusa-2, primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo, primo campione allo stato gassoso proveniente dallo spazio profondo mai riportato a terra nella Storia, Quick Look Facility di Woomera, Ryugu, Sagamihara Campus Research Laboratory Building, sample catcher suddiviso in tre camerette, sample container, si è deciso di non procedere con il terzo touchdown
Feb 01 2021
Fossili nel cuore della Via Lattea
- Archiviato sotto Astrofisica galattica, Astronautica, Bulge, Evoluzione galattica, HST, Storia della Via Lattea, Telescopi spaziali
Sono stati battezzati “Frammenti fossili del Bulge” e appartengono a una classe stellare fino a oggi sconosciuta: rappresentano i resti di strutture massive primordiali da cui circa 12 miliardi di anni fa nacque il centro della nostra galassia. Queste strutture sono protagoniste di uno studio pubblicato oggi su Nature Astronomy guidato da Francesco Ferraro dell’Università …
- 12 Gya, A new class of fossil fragments from the hierarchical assembly of the Galactic bulge, Alessio Mucciarelli, Ammasso globulare, Astrofisica galattica, Barbara Lanzoni, Bulge galattico, capire se tutte le stelle presenti nelle immagini facessero effettivamente parte di Liller 1, Chiara Crociati, classe di sistemi stellari che fino ad oggi non era stata individuata, combinazione immagini gemini 9 e HST, correzione delle distorsioni atmosferiche sulla radiazione IR, Cristian Moni Bidin, Cristina Pallanca, Dipartimento di fisica e astronomia “Augusto Righi”, Douglas Geisler, Due popolazioni diverse all'interno dei sistemi stellari primordiali, Elena Valenti, Emanuele D'alessandro, European Southern Observatory, formazione del bulge della via lattea, Frammenti fossili del bulge, Francesco Ferraro, Francesco Mauro, Francesco R. Ferraro, Gemini South, Giacomo Beccari, giganteschi agglomerati di stelle dalla cui fusione si è formato il cuore della nostra galassia, Hubble ha rlevato le effettive stelle di Liller 1 scartando quelle che si trovano sulla linea di vista, i telescopi IR guardano attraverso la polvere del bulge, le stelle più giovani si formano da gas espulso dalla popolazione precedente, Liller 1, Liller 1 non è un ammasso globulare ma qualcosa di molto più complesso, Liller 1 ospita due popolazioni stellari di rispettiva età 12 Gya e 1-2 Gya, Liverpool John Moores University, Livia Origlia, MEDIA INAF, Nature astronomy, nube di polvere che avvolge il centro della Via Lattea, nuova classe di sistemi stellari, OAS Bologna, prima analisi dettagliata di Liller 1, questi sistemi siano nati nella primissima fase di formazione della Via Lattea e dall’altro indica la capacità di innescare al loro interno eventi multipli di formazione stellare, R. Michael Rich, regioni più opache della nostra galassia, relitto stellare, Sandro Villanova, Sara Saracino, spesse nubi di polvere oscurano fortemente la luce stellare fino a renderla 10.000 volte più debole di quanto sia in realtà, storia della formazione della nostra galassia, strutture massive primordiali della via lattea, Terzan 5, Terzan 5 ospita 2 popolazioni stellari di rispettiva età di 12 Gya e 4.5 Gya, UCLA, Universidad Católica del Norte (Cile), Universidad de Concepción, Università di Bologna, Via Lattea
Gen 30 2021
Fosfina e Venere: non è ancora detta l’ultima parola
- Archiviato sotto Esobiologia, Planetologia, Venere, Vita su Venere
Prosegue, a colpi di paper, il dibattito sulla presenza o meno della fosfina – rara molecola che sulla Terra viene prodotta da fenomeni industriali ma anche da alcuni batteri – nelle nubi della nostra vicina planetaria, Venere. Diversi team scientifici hanno contestato alcune delle procedure usate, mettendo in dubbio la solidità del risultato e riscontrando …
- 5 sigma, A. P. S. Hygate, Akatsuki, alcuni tipi di batteri che prosperano in ambienti privi di ossigeno, Alessandra Migliorini, Alexander Thelen, ALMA, ample return atmosferico da Venere, anche se l’assenza di alcuni segnali nei dati tenderebbe a escludere questa seconda ipotesi, anche se si trattasse solo di tracce della molecola queste avrebbero un’importanza fondamentale, Anita M. S. Richards, Anita Richards, Ann Vandaele, Annabel Cartwright, Arielle Moullet, arXiv, Astronomy & Astrophysics, Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, Avi Mandell, Bryan Butler, circa 1–4 parti per miliardo, Clara Sousa-Silva, Colin Wilson, Conor Nixon, costituzione geologica del suolo di Venere è ancora un po’ incerta, David L. Clements, discesa su Venere nel 1978, e-analysis of Phosphine in Venus’ Clouds, E’lisa Lee, Edward Molter, effetto sistematico causato da un errore nel fit, Emily Drabek-Maunder, F. F. S. van der Tak, Fosfina su Venere, Geronimo Villanueva, Giada Arney, Giuliano Liuzzi, Giuseppe Piccioni, Helen J. Fraser, I. A. G. Snellen, Iain Coulson, identificare modelli che ne possano spiegare la formazione in un’atmosfera con poco idrogeno, il punto fondamentale resta la conferma dell’osservazione, Imke de Pater, in abbondanze compatibili con quelle ricavate inizialmente dai dati di Alma e Jcmt., in orbita intorno a Venere c’è solo la missione Akatsuki, Ingo Mueller-Wodarg, Is Phosphine in the Mass Spectra from Venus’ Clouds?, James Clerk Maxwell Telescope, Jamie A. Cordova Jr, Jane Greaves, Jane S. Greaves, Janusz J. Petkowski, JAXA, Jim Hoge, Katherine de Kleer, L. Guzman-Ramirez, La presenza della fosfina è nota nei giganti gassosi del Sistema solare, la presenza di fosfina su Venere è un’ipotesi a priori che è stata testata applicando una serie di criteri ai dati, Large Probe Neutral Mass Spectrometer (Lnms), livello di significatività di soli 2.5 sigma, livello di significatività molto più basso, M. A. Thompson, M. J. Way, M. R. Hogerheijde, Malcolm J. Currie, Manuela Lippi, Mark Gurwell, Mark Thompson, Martin Cordiner, Matters Arising, MEDIA INAF., Metano su Marte, mini-nettuni, missione che combini osservazioni dell’atmosfera e del suolo, missione spaziale?, molto difficile fare queste osservazioni da remoto, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters, Nasa Goddard Space Flight Center, Nasa/ Paul Hudson, Nature astronomy, Nicolas Biver, No phosphine in the atmosphere of Venus, non puoi mai dimostrare che non c’è alcuna fosfina, oco dissimile dalla massa dell’acido solfidrico (H2S), On the Robustness of Phosphine Signatures in Venus’ Clouds, ottenere una nuova osservazione di fosfina con una strategia che utilizzi tutti i miglioramenti nella calibrazione, Patrick Irwin, Paul B. Rimmer, Paul Hartogh, Per Friberg, Phosphine gas in the cloud decks of Venus, Pioneer Venus 2, Pioneer Venus Multiprobe, polinomio di dodicesimo ordine in ampiezza e di quinto ordine in fase funzionava bene come ulteriore auto-calibrazione della banda passante, polinomio di terzo grado (non dodicesimo) per modellare il rumore, possibile variabilità spaziale o temporale, possibili implicazioni che una eventuale osservazione di fosfina nelle loro atmosfere potrebbe avere un giorno, primissimi dati ottenuti dal team di Greaves nessuna evidenza significativa di fosfina, Qa3, Quality assurance, Rakesh Mogul, Ravi Kopparapu, Re-analysis of the 267 GHz ALMA observations of Venus: No statistically significant detection of phosphine, Richard Cosentino, Riprodurre i risultati sperimentali in maniera indipendente, Sanjay S. Limaye, Sara Faggi, Sara Seager, Snellen et al., Snellen et al. non hanno controllato se le “righe” che hanno trovato erano al centro della sezione di test, solo dopo aver realizzato un nuovo ciclo di osservazioni di Venere con Alma, speciali condizioni di pressione e temperatura locali insieme alla presenza di idrogeno, Statia Luszcz-Cook, Stefanie Milam, Steve Charnley, Steve Mairs, studi futuri di esopianeti di tipo terrestre, Sukrit Ranjan, super-terre, The statistical reliability of 267 GHz JCMT observations of Venus: No significant evidence for phosphine absorption, Thomas Fauchez, Trovare anche solo tracce di fosfina indica una produzione forte, università Cal Poly Pomon, Università di Manchester, University of Hertfordshire, vecchia versione dei dati indicava oltre 7 parti per miliardo di fosfina, Venus Express, Vincent Kofman, VIRTIS, Virtis di Venus Express, William Bains, Zhuchang Zhan
Gen 25 2021
Così la polvere di Ryugu sarà passata al setaccio
- Archiviato sotto (162173) Ryugu, Altro..., Asteroidi, Astronautica, Corpi minori del Sistema solare, Esobiologia, Esogeologia, Evoluzione planetaria, Hayabusa2, Operativi, Planetologia, Spacecraft, Vita su asteroidi
La settimana scorsa Hayabusa-2 ha lasciato cadere dallo spazio la capsula contenente la preziosa polvere dell’asteroide Ryugu. Il portacampioni, atterrato come previsto nell’entroterra australiano, adesso si trova in Giappone, presso una facility della Jaxa, dove sarà studiato per ottenere informazioni sulle origini del Sistema solare. Ne parliamo con Ernesto Palomba dell’Inaf Iaps di Roma, membro …
- (162173) Ryugu, 1 anno di analisi preliminari, 150-360 K su Ryugu, 5 dicembre 2020, 5 dicembre 2020 20:47, 5 miliardi di Km percorsi, 6 anni di missione, analisi a terra e analisi in situ, Analisi al Woomera test range, Analisi dei gas di Ryugu, Analisi della polvere di Ryugu, analisi isotopiche a terra, analisi preliminari dei campioni di Ryugu, apertura capsula di hayabusa2, Australia ha condiviso il sito di atterraggio, camera bianca del Sagamihara Campus Research Laboratory, campione di pochi milligrammi, Capsul con polvere di Ryugu, Capsula hayabusa2 arrivata in Giappone il 7 dicembre 2020 23:20, caratterizzazione del campione di Ryugu, centro spaziale di Tanegashima, che tipo di processamento termico Ryugu ha subito durante la sua evoluzione, clean room di classe 10.000, collection team M, componente semivolatile nel materiale raccolto, comprensione dell’origine e dell’evoluzione del Sistema solare, confronto fra questi dati e quelli ottenuti dalla sonda, corpo progenitore di una particolare famiglia di condriti carbonacee, dalla composizione chimica e mineralogica all’analisi dei compositi organici, Dfs team, di studiare la provenienza, differenza fra hayabusa2 e osiris-rex, dimensioni (e il costo) di Osiris-Rex, distribuzione campioni alla fine delle analisi preliminari, distribuzione fra USA Germania Francia e Australia, due missioni su Ryugu, effetto wow, embargo sulla comunicazione dettagliata delle scoperte scientifiche, Ernesto Palomba, escursione termica tale da far degassare composti semi-volatili eventualmente presenti, età, frammenti di Ryugu, gas sampling analysis, Germania e Francia hanno costruito il lander Mascot, grande qualità scientifica di hayabusa2 rispetto a osiris-rex, Hayabusa 2, IAPS Roma, INAF – IAPS, indagini di composizione, Italia può farsi imprestare alcune particelle a scopo di ricerca scientifica, JAXA, l’origine e l’evoluzione del corpo celeste, lancio Hayabusa2 2014, Luna progenitore meteoriti lunari, Marte progenitore delle meteoriti Snc, materiale da due zone dell’asteroide completamente differenti, materiale incontaminato subsuperficiale, MEDIA INAF, microanalisi per campioni solidi di Ryugu, NIRS3/Hayabusa2, ONC/Hayabusa2, Origine del sistema solare, osiris-rex quattro volte più grande di Hayabusa-2, Pezzo di storia del Sistema solare, polvere di Ryugu, primi risultati gennaio 2021, ricerca di vita extraterrestre, Ryugu, Ryugu creatosi dalla frammentazione di un oggetto più grande, Sagamihara Campus Research Laboratory Building, secondo campione di un asteroide raccolto nello spazio, superficie di Ryugu è così omogenea come sembra oppure no, touchdown Ryugu, Usa c’è stato uno scambio di expertise scientifica, Vesta progenitore delle meteoriti Hed, Woomera Prohibited Area, Woomera Test Range
Gen 22 2021
Pelle incandescente, cuore di ghiaccio
- Archiviato sotto Esobiologia, Fisica stellare, Nane gialle, Pianeti extrasolari, Spacecraft, Subnettuniani, Superterre, Telescopi spaziali, TESS, Vita su esopianeti
Nel cuore dell’esopianeta Toi-561 b – una super-Terra con temperatura in superficie superiore ai duemila gradi – pare ci sia acqua ghiacciata ad alta pressione. Lo suggerisce uno studio guidato da Gaia Lacedelli, dottoranda all’Università di Padova, condotto con lo spettrometro Harps-N del Telescopio nazionale Galileo dell’Inaf Diversità è l’aggettivo che meglio riassume quanto abbiamo …
- 1 superterra calda, 3 subnettuniani, 82 misure di velocità radiale di Toi-561, 88 sistemi esoplanetari che ospitano almeno quattro pianeti, A. Collier Cameron, A. F. Martinez Fiorenzano, A. Ghedina, A. Harutyunyan, A. Mortier, A. S. Bonomo, A. Sozzetti, acqua “ghiacciata” sono verosimilmente attesi anche all’interno dei tre rimanenti pianeti, al suo interno una non trascurabile quantità di acqua sotto forma di ghiaccio ad alta pressione, An unusually low density ultra-short period super-Earth and three mini-Neptunes around the old star TOI-561, C. A. Watson, C. Lovis, CHEOPS, D. Charbonneau, D. F. Phillips, D. Nardiello, D. Sasselov, D. W. Latham, DFA UniPd, E. Molinari, E. Poretti, età 10 miliardi di anni, F. Lienhard, F. Pepe, flusso di energia pari a più di cinquemila volte quello che la Terra riceve dal Sole, G. Andreuzzi, G. Lacedelli, G. Micela, G. Piotto, G. Ricker, G. Scandariato, Gaia Lacedelli, ghiaccio ad alta pressione nel nucleo, HARPS-N, I. Pagano, il pianeta più interno secondo i nostri modelli in pratica non dovrebbe nemmeno esistere, INAF-OApd, indizi di una possibile labile atmosfera, J. M. Jenkins, J. N. Winn, K. Rice, L. A. Buchhave, L. Borsato, L. Di Fabrizio, L. Malavolta, L’unico modo per essere sicuri della presenza di un pianeta è quello di misurare la sua massa, Luca Borsato, Luca Malavolta, M. Damasso, M. López-Morales, M. Pinamonti, M. Stalport, mappare con più precisione la loro struttura interna, MEDIA INAF, Metodo dei transiti, Metodo delle velocità radiali, migliorare la stima del raggio dei quattro pianeti del sistema, misura densità media di esopianeti, misura massa di esopianeti, misura raggio di esopianeti, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Per nessuno di esso è però previsto un “cuore di ghiaccio”, pianeta con periodo inferiore a un giorno, pianeta unico nel suo genere, piccola variazione del movimento della stella causato dal pianeta che le orbita attorno, quattro esopianeti distinti, R. Cosentino, S. Udry, si è formato molto più lontano dalla stella ed è successivamente migrato all’interno, sistema planetario con quattro esopianeti, spettrografo HARPS-N, Sulla superficie di Toi-561 b la temperatura è di circa 2260 °C:, Superterra calda, Superterra calda con nucleo ghiacciato, T. G. Wilson, T=0.44 g, TESS, TNG, Toi-561, Toi-561 è una stella di massa poco più piccola del Sole, Toi-561 ha 10 Gy, Toi-561-b, TS=2000 K, Un transito non fa sempre un esopianeta, Università di Padova, V. Nascimbeni, X. Dumusque
Gen 21 2021
«Questa è la mia visione del fisico moderno»
- Archiviato sotto cultura scientifica, Didattica, Divulgazione, Ricerca astronomica
Non necessariamente uomo, non necessariamente vecchio, non necessariamente alla lavagna. Così Viviana Acquaviva – professore associato al Cuny Nyc College of Technology e Cuny Graduate Center di New York, dove tiene anche un corso di machine learning per la fisica e l’astronomia, argomento sul quale sta scrivendo un libro per la Princeton University Press – …
- 50 donne che hanno fatto (e fanno) la storia dell’informatica, advanced computational methods, Amazon, amministratrice delegata di YouTube, Annie Easley, Astrofisica, cambiare il modo di fare ricerca, cambiare la visione verso un percorso di studi come quello in fisica, Carlo Baccigalupi, categorie lavorative a rischio rispetto alla diffusione delle tecniche di machine learning, Cuny Graduate Center di New York, Cuny Nyc College of Technology, data science, deepfake, direttrice operativa di Facebook, early detection of diseases, ethical biases, figure professionali che possono essere sostituite, fisica computazionale applicata, Fisica delle particelle, fisico moderno, Grace Hopper, idea del fisico o dell’astrofisico moderno, inspiring fifty, integrare il metodo scientifico con la tecnica, Joan Clarke, le 50 donne che hanno avuto successo nella scienza, living document, machine learning, machine learning per la fisica e l’astronomia, Missione Cassini, non necessariamente alla lavagna, non necessariamente uomo, non necessariamente vecchio, Numerical Recipes, nuove professionalità che si creano, pensiero creativo, piccoli progetti di ricerca basati su dati e cataloghi, Prima dottorata in informatica, Princeton University Press, problema gravissimo dei cambiamenti climatici, prospettive di carriera legate al machine learning possa allontanare menti dalla ricerca, quali variabili sono importanti, qualità della scienza, quantum computing, rendere delle risorse accessibii, rischio soprattutto per coloro che hanno difficoltà a reinventarsi e trovare un nuovo lavoro, Shuttle discovery, SISSA, Stephanie Shirley, studiare le malattie rare, sviluppare la capacità di decidere il metodo giusto, sviluppatrice grafica di Apple, tecnica del machine learning, Viviana Acquaviva, Wired
Gen 21 2021
Voyager rileva shock interstellari di origine solare
- Archiviato sotto Astronautica, Corpi minori del Sistema solare, Disco diffuso, Fisica Solare, Fisica stellare, Mezzo interstellare, Nube di Oort, Operativi, Planetologia, Spacecraft, TNO, Vento solare, Voyager
A più di 40 anni dal lancio, le due sonde Voyager hanno rilevato raffiche di elettroni di alta energia, che hanno viaggiato quasi alla velocità della luce, circa 670 volte più veloci delle onde d’urto che li hanno allontanati dal Sole. Dalle osservazioni, gli scienziati sono stati in grado di costruire un modello che descrive …
- “A Foreshock Model for Interstellar Shocks of Solar Origin: Voyager 1 and 2 Observations, 19 miliardi di chilometri (Voyager 2), 23 miliardi di chilometri (Voyager 1), 670 volte più veloci delle onde d’urto, A. C. Cummings, A. Gurnett, ApJ Letters, Astronomical Journal, B. Heikkila, Bow shock, brillamenti stellari, E. C. Stone, energia dei fasci di elettroni responsabili delle oscillazioni del plasma (circa 20–100 eV), eruzioni solari, escursioni lunari o marziane prolungate, esposizione a concentrazioni di raggi cosmici di gran lunga superiori a quelle che sperimentiamo abitualmente sulla Terra, Espulsioni di massa coronale, foreshock model, forte campo magnetico al bordo dell’onda d’urto, interazione delle onde d’urto di origine solare con il plasma interstellare, ioni riflessi dalle onde d’urto potrebbero essere accelerati lungo le linee del campo magnetico interstellare, József Kóta, L. F. Burlaga, Lancio Voyager 1 agosto 1977, Lancio Voyager 2 settembre 1977, linee del campo magnetico interstellare, linee di forza del campo magnetico nel mezzo interstellare:, MEDIA INAF, mezzo interstellare, modello che descrive l'interazione delle onde d’urto di origine solare con il plasma interstellare, N. F. Ness, N. Lal, onda d’urto interstellare, onde d'urto solari, oscillazioni delle onde di plasma, plasma interstellare, primo rilevamento di raffiche di elettroni di raggi cosmici, R. B. Decker, radiazione cosmica che proviene dai brillamenti stellari, radiazione cosmica che proviene dalle stelle che esplodono, raffiche di elettroni di alta energia, raffiche di elettroni di alta energia (circa 5–100 MeV), raggi cosmici, Randy Jokipii, S. M. Krimigis, Università dello Iowa, Vento interstellare, Vento solare, Voyager, Voyager 1, Voyager 1 ha varcato l’eliopausa il 25 agosto 2012, Voyager 2, Voyager 2 ha lasciato l’eliosfera il 5 novembre 2018, W. S. Kurth
Gen 21 2021
Athena allo specchio
- Archiviato sotto Astronautica, Athena, Telescopi spaziali
La calibrazione dello specchio per raggi X del futuro telescopio spaziale Athena dell’Esa avrebbe richiesto, con tecniche tradizionali, un laboratorio lungo 800 metri. Grazie a un progetto a guida Inaf che impiega un secondo specchio usato al contrario, sarà invece possibile compierla in un cilindro da appena 7 metri di base per 20 d’altezza. La …
- Alberto Moretti, ATHENA, ATHENA in L2, attraversati in senso opposto potranno compiere l’operazione inversa – ovvero, Bosisio Parini (LC), calibrazione degli specchi, calibrazione dello specchio per raggi X, cilindro – la camera a vuoto – da 7 metri di base per 20 di altezza, cilindro da appena 7 metri di base per 20 d’altezza, durare in tutto una ventina di mesi, ESA, fascio realmente parallelo di raggi X, Hubble a 500 km dalla terra, inserire fra la sorgente che emette i raggi X e lo specchio da calibrare un “telescopio al contrario”, laboratorio interamente dedicato alla calibrazione del suo specchio, laboratorio lungo 800 metri con tecniche tradizionali, Lancio di ATHENA fine 2032, MEDIA INAF, Media Lario, OAB, porre la sorgente nel fuoco di un altro specchio X, postare poco a poco il fascio con un meccanismo di precisione, raster scan, rendere perfettamente paralleli i raggi emessi dalla sorgente di calibrazione, Riparazione specchio di Hubble, Sax, secondo specchio usato al contrario, simulazione il flusso di fotoni provenienti da sorgenti astronomiche, sistema di misura del laboratorio, società Eie e Media Lario, sorgente a 500 metri di distanza dagli specchi, sorgente X posta a circa 120 metri di distanza, Specchio di ATHENA, studi di ingegneria Bcv e Gpap, SWIFT/X, Telescopio a raggi X, Telescopio spaziale Athena, Telescopio X, tra la sorgente e lo specchio è necessario creare il vuoto, Vert-X, XMM-Newton
Gen 12 2021
Giappone e Cina campioni extraterrestri
- Archiviato sotto (162173) Ryugu, Asteroidi, Astronautica, Chang'e-5, Esplorazioni lunari, Hayabusa2, Luna, Operativi, Planetologia, Spacecraft
Ancora poche ore e la capsula della missione della Jaxa Hayabusa2, contenente materiale raccolto sull’asteroide Ryugu, dovrebbe toccare il suolo australiano. È previsto invece per metà dicembre il rientro della missione cinese Chang’e-5, con a bordo 2 kg di rocce lunari Dopo un luglio marziano, anche dicembre si annuncia un mese spaziale. L’estate scorsa, nell’arco …
- 2 Kg di rocce lunari, Agenzia spaziale cinese, agenzia spaziale giapponese, Al Amal, Allunaggio Chang'e 5 Martedí 1 Dicembre 2020, Bandiera Cinese sulla Luna, campioni di materiale extraterrestre, Chang’e 5 lanciata il 23 novembre 2020, Chang'e-5, Cina, CNSA, Decollo dal suolo lunare dopo 40 anni, docking robotico in orbita lunare, Emirati Arabi, Giappone, Hayabusa 2, Hayabusa2 raggiungerà l’asteroide 1998 KY26, JAXA, Lander Chang'e 5, Luglio 2020 mese di Marte, Luna 24, Oceanus Procellarum, Perseverance, Raccolta di 2Kg di campioni lunari, rendezvous con Chang'e-5, Rientro Chang'e-5 previsto Mercoledí 16 Dicembre 2020, Rientro Hayabusa2 Sabato 5 dicembre 18:47, Ripartenza dalla Luna Chang'e-5 Giovedì 3 dicembre 16:10, Ryugu, Sgancio capula dalla sonda 5.12.20 6:30, Tianwen-1, Woomera Prohibited Area
Gen 12 2021
Dati antichi per occhi nuovi: la parallasse di Vega
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Analizzando con tecniche moderne le prime misure di parallasse che, negli anni Trenta dell’Ottocento, avevano permesso di stimare per la prima volta le distanze stellari, due ricercatori hanno chiarito alcuni dubbi che ancora aleggiavano su queste osservazioni fondamentali per la storia dell’astronomia. Lo studio è apparso sulla rivista tedesca Astronomische Nachrichten – la stessa che …
- 1837, 1838, 61 Cygni, Astrometria, Astronomische Nachrichten, Bar(E) and Spiral StructurE Legacy survey, Cataloghi astronomici, chiarificando alcune incongruenze tra i dati antichi e quelli più recenti, combinato tra loro oltre cento osservazioni effettuate utilizzando un eliometro, distanza dalle stelle, Friedrich Georg Wilhelm von Struve, Friedrich Wilhelm Bessel, GAIA, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, impatto della variazione di temperatura, John Herschel, Joseph von Fraunhofer, Karl M. Menten, Karl Menten, Mark J. Reid, Mark Reid, Max Planck Institute for Radio Astronomy, MEDIA INAF, Misure di distanza, misure di parallasse, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Museo della Specola di Bologna, Parallasse, Parallasse di 61 Cygni, Parallasse di Alfa Centauri, parallasse di Vega, parallasse di Vega con stima preliminare molto simile al valore attuale, prima misura ufficiale della parallasse astronomica, progetto Bessel, Scoperta attribuita a Bessel nel 1828, Stellarum duplicium et multiplicium mensurae micrometricae, stimare per la prima volta le distanze stellari, Stime ottimistiche dell'incertezza delle misure di Struve e Henderson, Storia dell'Astronomia, struttura a spirale della Via Lattea, Struve e Henderson hanno sottovalutato l’effetto della temperatura sulle misure, telescopio parallattico da 3 piedi, The first stellar parallaxes revisited, Thomas Henderson, tutte e tre le misure erano effettivamente significative, Very Long Baseline Array, VLBA